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Data: 22/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
È scontro sull’Iva Pdl all’attacco: noi sentinelle anti-tasse

Cresce il pressing di Alfano e Brunetta sul premier Fassina: fermiamo l’aumento ma paghino le fasce ricche

ROMA Le cifre ballerine sull’Iva, le coperture che non si trovano, l’ipotesi di una riedizione mignon dell’Imu, lo scontro su chi dovrà pagare l’eventuale stop del punto in più per l’imposta. Il governo balla e Letta ha già detto a Napolitano che non vuole essere logorato e rosolato a fuoco lento. Lo sforamento del 3% del rapporto deficit-Pil sarà assorbito «senza fare la classica manovra che nel passato è stata fatta» dice fiducioso il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini dopo le cifre del Def che hanno tagliato la stima del Pil e decretato lo sforamento che ha creato allarme massimo in Europa. Questo sfondamento, spiega Giovannini, «era ben noto» ma prossimamente verranno prese le misure necessarie. Trattandosi di «sfondamento minimo, al momento come previsione è possibile riassorbirlo» senza misure draconiane. I motivi di questa nuova tegola derivano dal alcuni fattori: «Non solo perché l’economia è cresciuta meno, anzi è diminuita di più nel corso del 2013 di quanto preventivato, ma anche perché il governo ha stanziato delle risorse proprio per stimolare la ripresa, per farsi carico dei cassintegrati in deroga, dei poveri, e così via». Per Giovannini gli interventi su Iva e Imu «sono una discussione diversa» anche se «fanno parte del pacchetto complessivo che il governo sta discutendo: siamo impegnati a far ripartire l'economia, anzi a irrobustirla, perché i segni della ripresa ormai ci sono tutti». Il 1 ottobre, data del previsto aumento di un punto di Iva che tutti dicono di voler scongiurare, si avvicina. E lo scontro mette a rischio la stabilità del governo. Il Pdl sta tenendo sotto tiro Enrico Letta e alcuni dei suoi ministri. Il vicepremier Alfano, ad esempio, definisce se stesso e i suoi ministri «sentinella anti-tasse del governo e lavoriamo perché le tasse non aumentino e la prima tassa a non dover aumentare adesso è l’Iva». Brunetta, capogruppo dei deputati berlusconiani, ogni giorno tiene nel mirino Saccomanni. Ieri ha detto che «è tutto molto semplice. Se Saccomanni non blocca l’aumento dell’Iva, non c’è più il governo». Per l’esponente della destra, «si tratta di appena un miliardo di euro su un bilancio di 800 miliardi. Mi viene da ridere» e a questo punto serve una «cabina di regia» per cercare le coperture. Anche il viceministro dell’Economia Stefano Fassina (Pd) afferma che «l’Iva non deve aumentare» ma per evitare questa evenienza «sarebbe opportuno che pagassero le fasce più ricche». Se rinvio dovrà essere, sarà comunque al primo gennaio 2014, quando magari potrebbe arrivare anche una revisione del paniere dei beni cui si applicano le aliquote agevolate al 4 e al 10%.

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