Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/03/2026
Visitatore n. 752.379



Data: 23/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aumento Iva «inevitabile» il premier fa asse con il Colle. Telefonata al titolare dell’Economia: se te ne andrai tu, sappi che io ti seguirò

TORONTO «L'ultima cosa di cui il Paese ha bisogno oggi è l'irresponsabilità di chi antepone le proprie sorti personali e di parte a quelle generali della comunità». Enrico Letta atterra a Toronto, prima tappa della sua missione in nordamerica, quando in Italia è già notte. Ad attenderlo sotto la scaletta dell’aereo il governatore Generale del Canada, David Johnston, e il primo ministro, Stephen Harper con il quale si reca a Vaughan, cittadina alle porte di Toronto, per incontrare a cena un migliaio dei componenti la foltissima comunità italiana, la più grande nel mondo, che solo a Toronto arriva a 600 mila unità. La prima domanda di Letta appenna atterrato riguarda il voto in Germania.
NOTIZIE DA BERLINO

La conferma che anche a Berlino probabilmente si dovrà continuare con una grande coalizione, lo rincuora sino ad un certo punto. In Italia il pluriennale esperimento, cominciato con il governo Mario Monti, non sembra funzionare perché la somma delle corporazione impedisce qualunque decisione e gli aut-aut paralizzano il governo. Letta vorrebbe concentrarsi sulla prima tappa del road show di presentazione del piano Destinazione Italia - che lo porterà dopo il Canada ad incontrare la comunità finanziaria di New York - ma lo scontro tra i partiti è ormai arrivato a compromettere la stesura della legge di stabilità e a mettere in dubbio la stessa presenza del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che ieri, intervistato dal Corriere, ha minacciato le dimissioni. Prima del decollo Letta racconta di aver chiamato il titolare dell’Economia per esprimergli piena solidarietà e dirgli chiaramente che «se te ne andrai, io ti seguirò».
PIENA SINTONIA

Un modo per blindare il ministro che continua a considerare inevitabile l’aumento dell’Iva. Piena sintonia con Saccomanni significa anche asse stretto con il Capo dello Stato. Ed infatti Letta a Toronto ricorda la visita di «venerdì scorso» nella quale ha illustrato a Giorgio Napolitano le linee di una politica economica giocata «in attacco» e che «superi gli ultimatum dei partiti e dia risposte al Paese». Nessuna intenzione di restare sulla graticola a rosolare e ricerca, fuori dagli aut-aut dei partiti, delle risorse per correggere lo scostamento dello 0,1 e trovare le coperture per le iniziative in cantiere. Prima di decollare, Letta ha però fatto un altro paio di telefonate al segretario del Pd Guglielmo Epifani e a quello del Pdl Angelino Alfano, accusato da Saccomanni sul ”Corriere” di dire in privato cose diverse da quelle che sostiene in pubblico. Al primo Letta ha rappresentato tutto il suo sconcerto per le accuse, rivolte dai renziani, di aver influito sulle decisioni relative alle regole del congresso. «Mi sono chiamato fuori e nessuno può accusarmi di aver orientato scelte - ribadisce Letta - il contributo migliore che noi che siamo al governo possiamo dare al partito è continuare a lavorare per il Paese. Tutto il resto è polemica strumentale e maliziosa». Al secondo, come ad Epifani, ha dato appuntamento per il prossimo fine settimana ma gli ha anche ricordato che è illusorio credere - come pensa il capogruppo alla Camera del Pdl - che «il mio governo possa fare a meno del ministro Saccomanni.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it