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Data: 24/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Squinzi e Camusso: ridurre le tasse sul lavoro. Cgil: avviare subito una redistribuzione del reddito

ROMA «Secondo me non è la cosa prioritaria». Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, lo ribadisce ancora una volta: non è puntando sul congelamento dell’aumento Iva che si può sperare di dare una spinta alla ripresa. La scarsità di risorse a diposizione impone di scegliere e la posizione di Confindustria e sindacati è nota, messa su nera su bianco in un documento consegnato al governo. «Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale. Questo darebbe una spinta maggiore per far ripartire l’economia» ricorda il numero uno degli industriali che bolla tutta la vicenda Iva come «un dibattito da campagna elettorale». La legge di stabilità - conclude - sarà «il banco di prova delle buone intenzioni del governo».
La pensa così anche la Cgil, che ieri ha lanciato il suo altolà, minacciando di scendere in piazza: la legge di stabilità deve «aggredire il nodo fondamentale», ovvero «l’ingiustizia nella distribuzione del reddito» con una riduzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati. «Nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu raggiunge questo obiettivo» dice il numero uno Cgil, Susanna Camusso. Per cui «o la legge di stabilità cambia passo» oppure partirà «una stagione unitaria di mobilitazione». Nel frattempo - fa sapere la Camusso nel pomeriggio - sarebbe ora che il governo avviasse un confronto con le parti sociali, convocando un tavolo. Parole che non sono passate inosservate. Poco dopo, infatti, arriva la rassicurazione del premier Letta dal Canada: «Sono convinto che Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune. Ci siamo parlati e ci parleremo prima della legge di stabilità». Una promessa che in qualche modo tranquillizza il leader Cisl, Raffaele Bonanni, che così commenta: «Una cosa deve essere chiara: il sindacato si mobiliterà per favorire la stabilità politica e per far ripartire l’economia attraverso un taglio drastico delle tasse per lavoratori, pensionati e imprese che investono».
IL FATTORE STABILITÀ

La sorte del governo è al centro dell’attenzione anche di Confindustria. «Noi siamo preoccupatissimi, non preoccupati, per la stabilità del governo perché riteniamo che questo sia l’unico governo possibile in questo momento» sottolinea Squinzi, che ricorda come «le cose da fare», in vista di una ripresa che da noi non arriverà prima del 2014, «sono tantissime». Una crisi ora, sarebbe quindi esiziale. Detto ciò il leader degli industriali non lesina critiche all’operato di questo governo. Anche per quanto riguarda lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione, che pure Letta e Saccomanni hanno avviato. «Dagli ultimi dati disponibili - osserva Squinzi - si parla di un quindicina di miliardi di pagamenti, ma aspettiamo finalmente di sapere quanti sono realmente. Purtroppo non è che lo Stato si sia fatto prendere dal furore di pagare i debiti, penso che 15 miliardi sui 90-100 stimati fino ad ora non siano un passo in avanti clamoroso».

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