Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/03/2026
Visitatore n. 752.379



Data: 24/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Voto a maggio, il centrosinistra a Chiodi: «Frasi gravi». Paolucci, Mascitelli e Caramanico attaccano l’ipotesi di Election day Quale data per il voto in Abruzzo? Sondaggio filtabruzzo.it

PESCARA Apriti cielo. Come era ipotizzabile, la prima uscita «vera» del governatore Chiodi sulla possibile data del voto regionale ha scatenato una bufera di reazioni. Il tenore è pesante, il rischio paventato è quello di una raffica di ricorsi al Tar. Chiodi sabato scorso aveva dichiarato di aver ricevuto come orientamento dal Consiglio regionale la data di maggio (insieme alle Europee) e per il governatore l’altra ipotesi plausibile è quella di un voto a marzo in caso di crisi politica nazionale. «Sei mesi di bugie e promesse, oltre che di costi esorbitanti»: lo affermano il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci ed il capogruppo in consiglio regionale Camillo D'Alessandro. «Per Chiodi - dicono i due esponenti del Pd - oggi conta solo la poltrona, tanto che da marzo 2013 a maggio 2014 si è occupato e si occuperà solo di legge elettorale, proroghe elettorali, incompatibilità sulle candidature, firme per presentare le liste. A pagare questo bonus di 200 giorni saranno gli abruzzesi, costretti a sei mesi di ordinaria amministrazione pagata a peso d'oro e con il rischio reale di illegittimità del voto e dunque di ricorsi». Di «farsa» parla il responsabile regionale dell'Idv Alfonso Mascitelli sottolineando due rischi che corre l'Abruzzo: l' immobilismo e l'incertezza. «Il governo nazionale delle larghe intese non avrà nessun potere di influenza sulla Corte Costituzionale che si è già pronunciata in passato, annullando leggi e provvedimenti, sulla limitazione delle prerogative di giunta e consiglio alla ordinaria amministrazione, dopo la scadenza della legislatura. L'indizione delle elezioni a maggio - prosegue - dovrà essere confermata con un decreto del governo nazionale che, per rispetto della legge dovrebbe accorpare anche le regionali della Sardegna che vanno a scadenza a febbraio. In caso contrario,il decreto firmato da Chiodi, sulla base di un emendamento approvato dal consiglio fuori tempo e in contrasto con lo Statuto, sarà facilmente oggetto di opposizione al Tar da parte di qualsiasi elettore con richiesta di impugnativa costituzionale e rischio di gettare ancora di più la nostra regione nel caos».
Anche Franco Caramanico di Sel si allineato alla valutazione negativa. «Le affermazioni di Chiodi sono gravissime. La verità è che, dopo mesi di silenzio e di forte imbarazzo – spiega – il governatore Chiodi, incapace di assumersi le sue responsabilità, cerca di scaricare il peso delle sue scelte sul Consiglio regionale e sulle forze di opposizione. Ribadisco che Sinistra Ecologia e Libertà aveva già proposto, fin dal giugno 2012, di accorpare le regionali alle politiche del 2013».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it