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Pescara, 18/03/2026
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Data: 24/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione: aria di immobilismo. Pd duro, Pagano: l’agenda c’è

PESCARA Quasi una gestazione. Otto mesi lunghissimi di campagna elettorale in cui anche i lavori dell'Emiciclo, secondo l'opposizione, rischiano di trascinarsi stancamente verso la scadenza di fine legislatura lasciando al palo provvedimenti importanti. Oggi il Partito democratico presenterà una risoluzione urgente al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, per chiedere di fissare subito la data del voto. Un documento indirizzato anche al presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, al premier Letta, ai presidenti di Camera e Senato e al ministro dell'Interno, Alfano, in cui si ricorda che in assenza di modifiche dello Statuto e della legge elettorale, gli abruzzesi non possono essere chiamati alle urne a fine maggio per il rinnovo della Regione, come annunciato da Chiodi, ma entro la data improrogabile del 14 marzo. Anche il parere fornito dall'Avvocatura dello Stato andrebbe in questa direzione, secondo il Pd: per andare al voto il 25 maggio è indispensabile una modifica della legge elettorale.
Ma chi non teme affatto il blocco dei lavori dell'aula, con i partiti già alle prese con la colla dei manifesti elettorali, è proprio Pagano: «Abbiamo stabilito un programma di fine legislatura che prevede l'esame in Consiglio di materie specifiche e importanti: riforma dei Trasporti, Ater, legge urbanistica, commercio e rifiuti. Materie - puntualizza il presidente dell'Assemblea- per le quali abbiamo previsto una corsia preferenziale. Anche nell'ultimo periodo, sia pure con i poteri affievoliti, il Consiglio regionale continuerà ad operare per l'approvazione di leggi indifferibili e urgenti, come la legge di Bilancio, la Finanziaria, la legge Comunitaria e altri provvedimenti speciali che contengono il carattere dell'urgenza. Le uniche leggi che non potranno essere approvate nell'ultimo periodo sono quelle meno importanti o considerate di seconda fascia».
IL CONTROCANTO

Diversa l'analisi del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro che in un articolato documento fa l'elenco delle leggi presentate e mai approvate dall'Emiciclo e di quelle invece licenziate dall'aula ma che non hanno mai avuto attuazione in questa legislatura, come le legge di riordino dell'artigianato e degli enti regionali, quella sui confidi e le aree produttive, le norme sul servizio idrico integrato, l'assistenza, il sostegno ai malati oncologici, la riforma dei centri di ricerca in materia di agricoltura. Quanto alle riforme strutturali mai presentate, in cima all'elenco figurano il Piano sanitario regionale e l'Azienda unica dei trasporti, la legge sul riordino della Pubblica amministrazione e la riforma del Welfare. C'è poi la legge urbanistica, con le nuove norme di pianificazione del territorio, depositata da 1.550 giorni e mai portata a votazione, così come quelle sull'attività edilizia (1.460 giorni) o il Piano paesaggistico regionale (1.095).
Pagano continua però a difendere il lavoro dell'Emiciclo: «Voglio ricordare che questa legislatura si è già contraddistinta per l'approvazione di alcune riforme fondamentali, quali il testo unico sulla qualità della legislazione, il taglio della spesa pubblica, l'edilizia e, non ultima, la legge 40 sulla riduzione dei costi della politica».

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