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Pescara, 18/03/2026
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Data: 25/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Ipsias, pendolari costretti a uscire prima. Ultimo bus alle 14 per i ragazzi, appello della Di Marzio a Gtm e Arpa: posticipate le corse di 20 minuti

PESCARA I docenti, i genitori e i ragazzi dell’Ipsias Di Marzio-Michetti chiedono aiuto all’Arpa e alla Gtm. La scuola è una delle tante ad aver adottato la sesta ora, soluzione che prolunga l’orario scolastico fino alle 14.10 evitando ai ragazzi il rientro pomeridiano. Di contro, però, la scuola si ritrova a dover far saltare a una buona parte degli studenti quasi mezz’ora di attività scolastica, a causa della mancanza di corse dopo le 14.10, corse che riprendono, nella migliore delle ipotesi, solo dopo un’ora dalla fine delle lezioni. «Nella nostra scuola ci sono circa 900 alunni, moltissimi sono pendolari e ogni giorno siamo costretti a elargire decine di permessi di uscita anticipata perché altrimenti i ragazzi non riescono a prendere il bus in tempo», spiega preoccupato Giuliano Natale, docente dell’Ipsas. «Le corse che collegano Pescara a paesi come Manoppello, Cepagatti, Spoltore, Caprara, Pianella, Penne e Villa Celiera partono intorno alle 14, al massimo alle 14.10 e questi orari non sono sufficienti perché i nostri studenti arrivino in tempo alla fermata della stazione, giungendo a piedi da via Arapietra, dov’è il nostro istituto. Da anni segnaliamo la situazione, e da anni ci rispondono», va avanti il docente, «che non è possibile fare delle corse su misura per noi, ma non sappiamo più cosa dire ai genitori che ormai affollano la segreteria della scuola. Perché uscendo prima, i ragazzi pendolari sono penalizzati dal punto di vista scolastico, ad esempio se c’è un compito in classe o un’interrogazione all’ultima ora. Saltando sistematicamente buona parte della sesta ora, poi, si ritrovano indietro rispetto agli altri». Spiega la mamma di un ragazzo al quarto anno, che arriva da Manoppello: «Se non faccio saltare a mio figlio una parte della sesta ora lui è costretto ad aspettare fino alle 17.25, perché dopo la corsa delle 14.10, per Manoppello non ce ne sono altre fino ad allora. Non mi sento di lasciarlo tutto quel tempo da solo, soprattutto sapendo che fa già un sacrificio prendendo ogni mattina il bus alle 6.30». In sintesi, la scuola chiede di posticipare le corse delle 14 di circa venti minuti, per consentire ai ragazzi di seguire le lezioni e tornare a casa a un orario che non crei disagi alle famiglie. Sulla questione arriva l’appello del preside Carlo Frascari: «Comprendiamo perfettamente che Arpa e Gtm non possano venire incontro alle esigenze di ogni scuola, ma allora perché non riunirsi intorno a un tavolo e stabilire orari dei bus che vadano bene per tutti gli istituti superiori? In fondo siamo proprio noi ad avere il maggior numero di utenti pendolari. A questo tavolo parteciperebbero i dirigenti scolastici, l’Arpa e la Gtm, e la Provincia potrebbe fare da mediatore. Sono certo», conclude il dirigente, «che molti istituti hanno di questi problemi e sarebbero contenti di risolverli per il bene dei ragazzi».

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