Sì alla riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, no alla chiusura della stessa strada alle auto private almeno finché la sperimentazione non avrà convinto i commercianti della bontà della soluzione indicata dall’amministrazione comunale. I vertici di Confcommercio e Confesercenti hanno strappato un primo risultato importante ieri nell’incontro con l’assessore Berardino Fiorilli e il dirigente Fabrizio Trisi riguardo a uno dei progetti più contestati: la chiusura alle auto di Corso Vittorio Emanuele, spina dorsale della viabilità di tutta Pescara.
Il governo cittadino smentisce da sempre l’idea di pedonalizzare quell’arteria stradale che tuttavia resterebbe aperta ai mezzi pubblici (filovia), ai mezzi di soccorso e alle sole auto dei residenti. Proposta che ha incontrato il secco no del 95% dei negozianti del Corso nel sondaggio lanciato dalle stesse associazioni di categoria. E nel timore che la loro via diventi una camera a gas, protestano anche i residenti di via Teramo. L’apertura concessa da Fiorilli e Trisi - si parte con i lavori, per la chiusura alle auto si vedrà successivamente - significa che la resistenza dei commercianti ha costretto il centrodestra al confronto. Anche perché le elezioni si avvicinano e nessuno vuol perdere una fetta rilevante di elettorato.
Ezio Ardizzi e Walter Recinella per Confcommercio, Gianni Taucci e Leila Kechoud per Confesercenti si sono fatti sentire rilanciando proposte alternative per la viabilità sul Corso, ma anche per la sosta nell’area di risulta. «Nessuno di noi si oppone a opere di riqualificazione, a tutti piacerebbe un Corso più bello - hanno premesso -, ma diciamo no alla chiusura della strada al traffico generale. Chiediamo poi che l’accesso all’area di risulta sia regolato con sbarra e ticket, cioè con la stessa modalità del parcheggio dell’aeroporto: sosta gratuita per la prima mezz’ora, 50 centesimi per la seconda e poi a salire fino a un massimo di 2,50 euro, l’attuale tariffa giornaliera. E il ticket, a differenza della ricevuta da lasciare sul cruscotto dell’auto, sarebbe più facile da rimborsare dai negozianti in caso di promozioni speciali».
Contro la chiusura al traffico di Corso Vittorio si muove anche la politica per voce di Enzo Dogali, capogruppo Udc in Comune, che insiste per un periodo di sperimentazione con monitoraggio della polizia municipale: «Il progetto sta incontrando la contrarietà della grande maggioranza di cittadini e di diverse attività economiche del centro - scrive Dogali - per questo il gruppo consiliare Udc torna a chiedere con forza uno stop ai lavori, nella considerazione che il programma di mandato votato in consiglio comunale non prevedeva nessun intervento teso alla pedonalizzazione di Corso Vittorio».