PARIGI Le fonti ufficiali ancora tacciono, ma comincia a delinearsi il quadro delle prossime mosse di Air France-Klm nel dossier Alitalia. Il gruppo franco-olandese sarebbe pronto ad aumentare la propria quota nell'azionariato della compagnia italiana, partecipando alla ricapitalizzazione e acquisendo l'inoptato, in modo da ottenere il controllo della società ma senza superare la soglia del 50%, per evitare di dover consolidare il debito di Alitalia nei propri conti, già gravati da un indebitamento che fatica a scendere. «Le necessità finanziarie di Alitalia non sono colossali e sono alla portata di Air France-Klm, anche se non è il migliore dei momenti», spiega una fonte interna citata dal quotidiano Les Echos, secondo cui questa lettura sarebbe condivisa anche dall'amministratore delegato Alexandre de Juniac. Dall'azienda non sono però giunte conferme ufficiali, e anche il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ha voluto frenare: «Sono cose raccontate dai giornali e non c'è nulla di concreto», ha dichiarato. Eppure, la stampa transalpina e gli esperti del settore già cominciano a diffondere le prime cifre. L'operazione in sé non dovrebbe essere troppo costosa per l'azienda d'Oltralpe, che potrebbe garantirsi una quota di controllo con una spesa intorno ai 150 milioni di euro, controbilanciati da un impatto benefico delle nuove sinergie compreso tra i 50 e i 100 milioni all'anno. Il problema però, spiegano ancora fonti interne, «è come risanare Alitalia e a quale prezzo, su un mercato italiano con forte penetrazione delle compagnie low cost e quelle del Golfo, a cui il governo italiano ha concesso molti slot di traffico». Per questo, l'eventuale aumento della quota di Air France-Klm sarà accompagnata da pesanti condizioni, in particolare sulla ristrutturazione del debito, che dovrà essere «reso più sopportabile». Ciò che preoccupa è in particolare la parte del debito di Alitalia, 300 o 400 milioni, che è in mano alle banche italiane, e che dovrà essere riscadenzato. Secondo la stampa francese, sarebbe già stata chiesta la consulenza di banca Leonardo sul tema, mentre in parallelo si verifica la disponibilità degli azionisti di minoranza a fare un ulteriore sforzo finanziario. L'avvicinarsi del passaggio della quota di controllo in mani franco-olandesi, intanto, suscita già le prime preoccupazioni nelle associazioni di categoria italiane, in particolare per le sue ricadute sull'occupazione. A rischio, secondo l'associazione degli assistenti di volo Avia, ci sarebbero 2.000 posti di lavoro tra piloti, hostess e steward e personale di terra.