L’AQUILA Alcuni di loro avrebbero utilizzato l’auto anche per andare a fare la spesa. Una nuova tegola si è abbattuta nei giorni scorsi sulla Provincia. Questa volta sotto la lente di ingrandimento sono finiti gli utilizzi, disinvolti secondo l’accusa, da parte di funzionari e autisti. Auto non blu, ma comunque di servizio, utilizzate per fini personali, il tutto a spese della collettività. Per questo, ieri mattina gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polstrada, su disposizione del Gip Gargarella, hanno posto i sigilli di sequestro giudiziario a tre auto di proprietà dell’ente: due Alfa Romeo e una Fiat Panda. Contestualmente gli investigatori hanno iscritto sul registro degli indagati quattro persone. L’accusa è di peculato. Si tratta di Giovanni Di Pangrazio, attuale sindaco di Avezzano e dirigente della Provincia (della direzione speciale 1, direttore risorse, sviluppo e supporto) e tre autisti, Patrizia Zazzara di Pescina, Mario Scimia dell’Aquila ed Ercole Bianchini dell’Aquila. L’attività investigativa non è ancora chiusa e non si esclude che con il passare dei giorni, il numero degli indagati possa aumentare. Gli inquirenti hanno scoperto come Di Pangrazio avesse utilizzato l’auto della Provincia per fini personali e come addirittura gli stessi autisti ne avessero totale uso, fino a riuscire a riportarsi l’auto nella propria abitazione, compresi i week-end: «Sono sereno l’auto del Comune di Avezzano è in comodato d’uso gratuito dalla Provincia» dice il sindaco di Avezzano.
Auto di servizio per la spesa
indagati quattro dipendenti
Alcuni di loro avrebbero utilizzato l’auto anche per andare a fare la spesa. Una nuova tegola si è abbattuta nei giorni scorsi sulla Provincia, già oggetto di inchieste della procura della Repubblica che hanno portato tre organi inquirenti (pm David Mancini, Stefano Gallo e Roberta D’Avolio) e tre organi investigativi (Ros carabinieri, Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle e agenti dello Sco della Questura) a coinvolgere, sotto vari aspetti, attuale e precedente amministrazione. Questa volta sotto la lente di ingrandimento sono finiti gli utilizzi, disinvolti, secondo l’accusa, da parte di funzionari e autisti. Auto non blu, ma comunque di servizio, utilizzate anche per fini personali, il tutto a spese della collettività. Per questo, ieri mattina gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polstrada compartimentale, su disposizione del Gip, Giuseppe Romano Gargarella, hanno posto i sigilli di sequestro giudiziario a tre auto di proprietà dell’ente: due Alfa Romeo e una Fiat Panda. Contestualmente gli investigatori hanno iscritto sul registro degli indagati quattro persone. L’accusa è di peculato. Si tratta di Giovanni Di Pangrazio, attuale sindaco di Avezzano e dirigente della Provincia (della direzione speciale 1, direttore risorse, sviluppo e supporto) e tre autisti, Patrizia Zazzara di Pescina, Mario Scimia dell’Aquila ed Ercole Bianchini dell’Aquila. L’attività investigativa non è ancora chiusa e non si esclude che con il passare dei giorni, il numero degli indagati possa aumentare. Secondo quanto risulta, gli indagati sarebbero stati pedinati dagli inquirenti che hanno scoperto come Di Pangrazio avesse utilizzato l’auto della Provincia per fini personali e come addirittura gli stessi autisti ne avessero totale uso, fino a riuscire a riportarsi l’auto nella propria abitazione, compresi i week-end. Il tutto condito dalle spese che sarebbero state caricate alla Provincia. «Le auto sono di servizio e non di rappresentanza (le cosiddette auto blu) - dichiara il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo -. Ho ritenuto opportuno precisare al fine di evitare strumentalizzazioni, che non consentirebbero un’informazione corretta. Ribadisco la più completa disponibilità agli uomini delle forze di polizia per tutti gli accertamenti che si renderanno necessari e per tutti gli atti amministrativi che occorreranno per l’analisi dettagliata del caso. Si ricorda che, già dall’insediamento, con deliber