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Data: 01/10/2013
Testata giornalistica: certastampa.it
Arpa senza soldi: per pagare gli stipendi vengono ipotecati i depositi aziendali

Martedi 1° ottobre la convocazione in Prefettura alla quale la Filt Cgil Abruzzo ha trasmesso una nota per denunciare presunte violazioni di Arpa spa alla regolamentazione sul diritto di sciopero

Martedì 1° ottobre la Filt Cgil Abruzzo, unitamente al Presidente e al Direttore Generale di Arpa e all’Assessore Regionale ai Trasporti, è stata convocata dal Prefetto di Chieti Rocco de Marinis per l’espletamento della seconda fase delle procedure di raffreddamento avviate dal sindacato a seguito della gravissima situazione economica/finanziaria in cui versa l'azienda regionale di trasporto. La nota di denuncia arriva ancora una volta dalla Filt Cgil Abruzzo e da Franco Rolandi.

GLI IMPEGNI DELLA REGIONE NON ANDRANNO A SANARE UNA SITUAZIONE CHE RESTA GRAVISSIMA ‐ Aldilà degli impegni assunti dalla Regione Abruzzo al fine di onorare celermente i debiti (oltre 19 milioni di euro come da bilancio Arpa) che lo stesso Ente ha nei confronti dell’azienda della quale detiene il 95,4% dell’intero capitale sociale, la situazione in Arpa rimane estremamente preoccupante in virtù di numerose scelte manageriali che si sono rivelate completamente errate, che avranno ricadute nel tempo e che hanno portato l’azienda ad accumulare oltre 10 milioni di euro di perdite nei soli ultimi tre anni (2012/2011/2010), oltre che un’esposizione debitoria verso banche e fornitori che, da bilancio 2012, supera i 42 milioni di euro.

NON CI SONO RISORSE PER PAGARE GLI STIPENDI E SI RICORRE ALL'IPOTECA DEGLI IMMOBILI ‐ Lo scenario è talmente grave che Arpa è stata costretta nei giorni scorsi, vista la mancanza di liquidità, ad accettare l'ipoteca dei propri immobili, pur di ottenere dalle banche ulteriori finanziamenti ed anticipazioni necessari a poter pagare gli stipendi degli oltre 900 dipendenti in forza all’Arpa evitando quindi la stessa sorte che invece ha colpito l’azienda Cerella di Vasto (gruppo Arpa) dove i lavoratori sono ormai senza stipendio da 20 giorni.

MA SPRECHI E PRIVILEGI VANNO AVANTI INCESSANTEMENTE ‐ Eppure nonostante le evidenti difficoltà economiche/finanziarie, Arpa continua a perseverare in inaccettabili operazioni all’insegna di sprechi e favoritismi. Dopo la magra figura rimediata sulla vertenza dell'agente unico sulle linee per Roma per la quale l’azienda è dovuta tornare sostanzialmente sui propri passi ripristinando, per quelle tratte estremamente redditizie, la figura del bigliettaio, il management di Arpa evidentemente intende prendersi qualche rivincita, ma anche in questo caso, violando le regole.

CONCORSI INTERNI PER VERIFICATORI MENTRE MANCANO GLI AUTISTI ‐ Arpa ha infatti deciso di accelerare nell’effettuazione di alcuni concorsi interni per verificatori di titoli di viaggio, una vicenda che già nei mesi scorsi aveva fatto registrare la giusta reazione ed indignazione dei lavoratori e delle sigle sindacali e che oggi, con la carenza di personale di guida e soprattutto con la grave situazione economica in cui versa l'azienda regionale, diventa un'operazione che rasenta semplicemente la vergogna.

VIOLATA LA REGOLAMENTAZIONE CHE DISCIPLINA IL DIRITTO DI SCIOPERO ‐ Una vicenda che tra l’altro è contestabile anche per aver costituito, a nostro avviso, una chiara violazione della regolamentazione che disciplina il diritto di sciopero nei servizi pubblici e che prevede il divieto di azioni unilaterali nelle fasi che attengono le procedure di raffreddamento e conciliazione. Sostanzialmente durante le suddette procedure le aziende hanno l’obbligo di “sospendere, per la medesima durata, l’applicazione degli eventuali atti unilaterali che hanno dato luogo alla vertenza, fatti comunque salvi gli obblighi derivanti dalla regolarità e dalla sicurezza dell’esercizio”.

Dal momento che l’espletamento in questa fase dei concorsi per verificatori (uno dei punti espressamente oggetto della vertenza attivata dalla Filt Cgil), più che a rispondere ad obblighi derivanti dalla regolarità e dalla sicurezza dell’esercizio, potrebbe rispondere a logiche non proprio qualificanti e nobili, La Filt Cgil Abruzzo, ritenendo assolutamente inaccettabile questo intendimento aziendale, si è rivolta direttamente al Prefetto di Chieti chiedendo un provvidenziale intervento al fine di ripristinare corretti comportamenti e relazioni industriali.


«Nessun pignoramento dei beni dell'arpa»
La notizia diffusa dalla Filt Cgil Abruzzo e' priva di fondamento

La notizia diffusa dalla segreteria della Filt-Cgil Abruzzo riguardante il pignoramento dei beni Arpa è totalmente falsa e priva di fondamento alcuno.

L’azienda ha provveduto alla stipulazione di un’apertura di credito fondiario presso la BCC di Roma per un importo di 2 milioni di euro rimborsabili in venti mesi; a garanzia di tale operazione Arpa ha concesso un’ipoteca sull’impianto di Avezzano pari a 4 milioni di euro. Pertanto, nessun pignoramento è stato eseguito a carico di Arpa: in verità è stata perfezionata un’ordinaria pratica per un finanziamento richiesto a un istituto di credito.

Tutto ciò a riprova della fiducia che il sistema creditizio nutre nei confronti dell’azienda regionale.

Il Presidente Massimo Cirulli giudica diffamatoria la notizia diffusa dalla Filt-Cgil, perciò darà mandato ai legali dell’azienda per sporgere querela nei confronti degli autori del comunicato.

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