CHIETI La gravissima situazione finanziaria dell'Arpa finisce anche sul tavolo del prefetto di Chieti Fulvio Rocco de Marinis che per oggi ha convocato i vertici dell'azienda di trasporto pubblico e l'assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra per l'espletamento della seconda fase delle procedure di raffreddamento avviate dal sindacato per la presunta violazione della regolamentazione del diritto di sciopero. LaFilt Cgil Abruzzo con Franco Rolandi denuncia che, al di là degli impegni assunti dalla Regione al fine di onorare celermente i debiti (oltre 19 milioni di euro come da bilancio Arpa) che lo stesso Ente ha nei confronti dell'azienda della quale detiene il 95,4% del capitale sociale, «la situazione in Arpa rimane estremamente preoccupante in virtù di numerose scelte manageriali che si sono rivelate completamente errate, che avranno ricadute nel tempo e che hanno portato l'azienda ad accumulare oltre 10 milioni di euro di perdite nei soli ultimi tre anni, oltre che un'esposizione debitoria verso banche e fornitori che, da bilancio 2012, supera i 42 milioni di euro».
Secondo Rolandi lo scenario è talmente grave che Arpa è stata costretta nei giorni scorsi, vista la mancanza di liquidità, ad accettare l'ipoteca sui propri immobili, pur di ottenere dalle banche ulteriori finanziamenti ed anticipazioni necessari a poter pagare gli stipendi degli oltre 900 dipendenti in forza all'Azienda, evitando quindi la stessa sorte che invece ha colpito la Cerella di Vasto (gruppo Arpa) dove i lavoratori sono ormai senza stipendio da 20 giorni. La Filt Cgil denuncia poi che in relazione ad alcuni concorsi interni per verificatori di titoli di viaggio, è ravvisabile la violazione della regolamentazione del diritto di sciopero che, ricorda Rolandi «prevede il divieto di azioni unilaterali nelle fasi che attengono le procedure di raffreddamento e conciliazione. Durante le suddette procedure le aziende hanno l'obbligo di sospendere, per la medesima durata, l'applicazione degli eventuali atti unilaterali che hanno dato luogo alla vertenza».