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Data: 01/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
È scattato l’aumento dell’Iva più cari benzina, vestiti, caffè

ROMA Vino, caffè, bevande gassate, detersivi per la casa, cosmetici. Scatta da oggi il rincaro di un punto di Iva dal 21 al 22%. Un aumento che la crisi politica ha reso impossibile bloccare ulteriormente e che riguarderà anche tutta una serie di prodotti di largo e quotidiano consumo. Compresa la benzina. Per gli automobilisti sarà una stangata non da poco: fare rifornimento costerà circa 1,5 cent euro in più al litro per la benzina, 1,4 in più per il diesel, e 0,7 cent in più per il Gpl. A conti fatti però per gli automobilisti è andata meglio così. Un nuovo stop dell’aumento Iva per questo ultimo trimestre dell’anno, infatti, avrebbe comportato un aggravio ancora maggiore, dato che proprio l’aumento delle accise sui carburanti era una delle fonti di copertura del miliardo di mancato gettito dovuto a un nuovo stop dell’Iva. La bozza di decreto legge entrata nel Cdm di venerdì scorso prevedeva rincari di 2 centesimi al litro per tutto il 2013 e poi di 2,5 fino al 15 febbraio 2015.
BILANCI DA RIFARE

Chi macina chilometri e chilometri al giorno con la sua auto può quindi consolarsi pensando che in ogni caso avrebbe dovuto fare i conti con un aggravio di spesa. Ora però non sarà solo la benzina ad aumentare. Molti i prodotti di consumo quotidiano che da oggi costeranno di più per effetto del rincaro di un punto di Iva. L’impatto sui bilanci di una famiglia media? Le stime si rincorrono e cambiano a seconda del ”paniere di spesa” medio preso in considerazione. Il Codacons parla di 349 euro su base annua. Secondo la Coop la stangata sarà di almeno 200 euro a famiglia. Federconsumatori nei giorni scorsi ha stimato una stangata di 207 euro.
Per evitare che il rincaro si traduca in una ulteriore contrazione dei consumi, alcune grandi catene commerciali hanno già annunciato che ”assorbiranno” l’aumento Iva senza toccare i listini. Insomma, anziché alzare i prezzi, diminuiranno i loro margini di guadagno. Lo farà Esselunga e lo farà anche Ikea. La Coop sta cercando accordi con i fornitori. Purtroppo l’aumento dell’Iva ridimensionerà anche il risparmio sulla bolletta del gas appena varato (3% in meno) in base alle nuove disposizioni dell’autorità dell’Energia. Non per tutte le voci, comunque: l’aumento riguarda solo la quota riscaldamento. Costeranno di più, tra gli altri, gli elettrodomestici, l’elettronica in genere (macchine fotografiche, videocamere, computer, palmare e tablet), l’abbigliamento e le calzature, gli strumenti musicali, i giocattoli, gli articoli sportivi, i mobili, i gioielli, borse e valigie, gli articoli per la pulizia e per l’igiene personale, i profumi, i cosmetici e alcuni prodotti alimentari, auto, motorini e barche.
TASSE SUL LAVORO

La nebbia che avvolge il destino dell’esecutivo non ferma i lavori dei tecnici sulla legge di stabilità. Che in ogni caso dovrà essere presentata entro il 15 ottobre. Se a quella data il governo sarà in carica solo per l’ordinaria amministrazione, si tratterà di un provvedimento con tabelle e numeri per restare nella programmazione finanziare futura dentro il perimetro degli impegni sul deficit presi a Bruxelles, senza misure più impegnative per la crescita che di per sè implicano scelte di politica economica. Altrimenti si potrà procedere anche con il promesso taglio sul cuneo fiscale e contributivo per imprese e lavoratori. Ieri c’è stata una riunione con il ministro del Welfare, Enrico Giovannini. Le ipotesi restano quelle di un intervento intorno ai due miliardi di euro, con sgravi (Ira e contribuiti Inail) per le imprese ”virtuose” e detrazioni Irpef in busta paga per i lavoratori. «La nostra intenzione - ha spiegato Giovannini - è di intervenire in modo specifico per premiare le imprese che fanno crescere l'occupazione e l'economia, senza procedere con una distribuzione a pioggia dei fondi». Comunque vada, la parola passa al Parlamento.

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