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Pescara, 24/03/2026
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Data: 01/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, sulle nomine è scontro tra la maggioranza e Marino. Spunta l’ipotesi di una graduale privatizzazione dell’azienda dei trasporti è subito polemica

Riesplode il caso Atac. Era stata trovata da poco una tregua tra il Pd e il sindaco Marino, nel pieno della tempesta dell’emergenza bilancio, ed ecco subito che arriva una nuova rottura sull’azienda dei trasporti. E sul timore che alla fine per fare cassa si punti a una graduale privatizzazione. La tensione è alta, sul banco degli imputati ci è finito l’assessore alla Mobilità, Guido Improta. E il coordinatore della maggioranza, Fabrizio Panecaldo avverte: «Su questa vicenda sono pronto a rimettere il mio mandato di coordinatore della maggioranza. Non è possibile accettare quanto avvenuto con le nuove nomine dei dirigenti della macrostruttura». Se persino Panecaldo, che di solito è uno prudente, usa toni roboanti, è evidente che la situazione è calda: la scelta di quelli che nel Pd chiamano i «Basile boys» (i dirigenti che erano stati portati dall’ex ad) ha riacceso il timore che si vada verso a una privatizzazione. C’è chi racconta che il sindaco Marino abbia rassicurato il Pd dicendo che farà pressione su Danilo Broggi, ad dell’Atac, perché vada a rivedere quelle nomine che secondo il partito più importante di maggioranza sarebbero legate agli anni archiviati alla voce parentopoli. Pierpaolo Pedetti, altro consigliere comunale del Pd, ieri ha ventilato il disegno dell’assessore Improta di apertura ai privati. È dovuto intervenire il capogruppo, Francesco D’Ausilio: «L'unico lavoro che ci attende riguarda il risanamento e il rilancio dell'azienda. Tale obiettivo si può ottenere solo con un management rinnovato e con un nuovo piano industriale. Noi intendiamo occuparci solo di questo. Tuttavia alcune delle scelte appaiono incoerenti con questo proposito». Nervosismo anche in Sel. L’assessore ha tentato di uscire dall’assedio con un comunicato: «Abbiamo confermato l'affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale, nel rispetto della normativa vigente, fino al dicembre 2019. La privatizzazione non è dunque all'ordine del giorno». Improta però non arretra sulle nomine: «Al fine di evitare che la politica interferisca nuovamente sulla gestione dell'azienda, come purtroppo e con effetti disastrosi si è verificato in passato, ricordo che a noi tutti spetta un potere di indirizzo e vigilanza». Chiosa l’ex assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma (Pdl): «Le dichiarazioni dell'assessore non ci convincono, confermano le preoccupazioni espresse a gran voce da tutti. L'assessore non smentisce le voci su un piano di svendita».

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