L’AQUILA L’aeroporto continua a spaccare in due la città. Il coordinatore dell’Aquila città aperta Corrado Ruggeri, accusato dagli attuali gestori dello scalo di parlare «per interessi personali», replica al vetriolo. «Se L’Aquila oggi ha un aeroporto da sviluppare, narcisismo a parte, lo deve soprattutto al sottoscritto che per 30 anni, solo contro tutti, si è battuto per realizzarlo e classificarlo anche come commerciale», sostiene Ruggeri. «Esistono quintali di documenti ufficiali che certificano quanto affermo, documenti che Musarella, evidentemente, ignora. È vero che ho inviato una lettera alla XPress (a loro e non alla stampa), ma di scritto non ho mai avuto risposta alcuna; prendo per buono quello che asserisce Musarella ma ricordo anche quello che disse in senato Caio Tito verba volant scripta manent. Proprio perché conosco a fondo l’aeroporto e le norme respingo l’odierna giustificazione che «non ci sono gli spazi». Ma vengo alla lettera inviata alla X-Press, che faceva seguito a un colloquio avuto qualche giorno prima,per sfidare chiunque a dire che ci sono interessi privati. Quando parlo di aviazione generale, parlo di associazioni con decine, anzi centinaia di appassionati. Quando parlo del progetto, parlo di un ritorno d’immagine per lo scalo. Quando parlo dei velivoli, che per decenni hanno praticato l’attività a Preturo, parlo di rimozione degli stessi perché oggi, purtroppo non ci sono più le condizioni per restare in quella struttura pubblica che dovrebbe essere l’Aeroporto dei Parchi, anche se gestita da privati. Ho amato e seguito ad amare l’aeroporto, ma non condivido l’annientamento della passione di quegli appassionati che hanno, con enormi sacrifici, realizzato e finanziato di tasca propria quello scalo che oggi, altri soggetti gestori, insensibilmente, negano loro. Critico lo smantellamento interno delle strutture che esistevano e che erano perfettamente funzionali all’aviazione generale per farne l’aerostazione. Se si voleva far convivere anche l’aviazione generale (e non trasferirla in container) era sufficiente, e forse anche con minore spesa, realizzare la nuova aerostazione, sicuramente più funzionale, in un luogo adiacente, come d’altronde progettato nel master plan 2003. Se c’era questa volontà (far coesistere sia l’aviazione commerciale che quella generale) ora discutevamo di ulteriori crescite per Liap (nominativo Icao dell’aeroporto di Preturo), perché siamo tutti convinti che l’esiguo traffico commerciale (purtroppo limitatissimo causa lo scarso bacino d’utenza) non potrà mai da solo sostenere i costi gestionali e tali problematiche non si risolvono con nuovi centri commerciali che finiranno per scapicollare il già fortemente traballante settore del commercio. Ma, come ho detto in conferenza stampa, sono favorevole, anzi favorevolissimo, a inserire il traffico commerciale a Liap, ma sono e sarò sempre contrario a una struttura che dovesse rappresentare una cattedrale nel deserto. In parole povere mi piace un aeroporto che oltre al traffico commerciale, possa inserire quei 46000 movimenti anno che l’Aeroporto dei Parchi faceva quando era gestito da chi oggi “critica per fatti personali”. «Su una cosa però Musarella ha perfettamente ragione», aggiunge Ruggeri, «quando asserisce che “quando l’aeroporto era gestito dal sottoscritto si presentava in modo diverso”, e proprio per segnare questa diversità riporto frammenti di stampa specializzata di altissimo livello che nel corso degli anni hanno dato pubblico riconoscimento all’attività dell’aeroporto». Ruggeri cita gli articoli di «Volare edizioni Domus» e «JP4 edizioni Olimpia»: «Un Eden fra le montagne. Paradiso del volo. L’Aquila rappresenta l’ideale per chi voglia gustare le delizie del volo». Citazioni riservate anche agli Air Show. Quanto ai numeri, secondo Ruggeri, «altro che 46000 movimenti anno. Oggi a malapena se ne fanno un paio di migliaia: 46000 significa, considerando 10 ore al giorno per 330 giorni l’anno, un movimento ogni 4 minuti, ovvero 15 ogni ora ovvero 150 al giorno ogni santo giorno...».
Imprudente: «Colpa del sindaco»
A sostegno di Corrado Ruggeri, in relazione alla polemica sull’aeroporto dei Parchi, interviene il capogruppo del movimento «L’Aquila città aperta» Emanuele Imprudente. «Il gruppo consiliare Lca e Ruggeri sono stati accusati di “parlare per interessi personali e di non preoccuparsi di quelli della città”. Il nostro gruppo e soprattutto Corrado Ruggeri hanno voluto e realizzato quasi l’intero aeroporto oggi esistente e che per decenni, si è lottato in solitudine contro tutti, per portare nel nostro aeroporto anche il traffico commerciale, mentre l’onorevole Cialente ribatteva quotidianamente che le montagne mai avrebbero consentito trasporti di linea. Sull’argomento c’è una montagna di carte che confermano quanto asserisco e che il sindaco fa finta di non conoscere. La smetta il sindaco di infangare chi con i fatti ha dimostrato attaccamento alla città ed ha raggiunto gli obiettivi preposti. Non incolpi altri nella vana speranza di nascondere la propria incapacità», chiosa Imprudente.