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Pescara, 24/03/2026
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Data: 02/10/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Bus Cerella (gruppo Arpa), lavoratori senza stipendio. Dure accuse alla Regione per i ritardi nei pagamenti. Per Uil trasporti, è fallito il progetto di fusione con l’Arpa

VASTO Vertenza Cerella. Sono 60 i lavoratori lasciati da due mesi senza stipendio e ormai pronti a mettere in atto clamorose forme di protesta pur di ottenere quanto spetta loro di diritto. E intanto annunciano di ricorrere alla magistratura penale. Il matrimonio con l'Arpa presentato a caratteri cubitali nel 2004 per la creazione di un sodalizio che avrebbe dovuto portare benessere e vantaggi al Vastese, ha avuto un epilogo ben diverso dopo la vendita delle quote Arpa ai privati. Il presente raccontato dai lavoratori è fatto di attese e disagi. «Quello che ci fa più male è il silenzio assordante delle istituzioni», affermano i dipendenti iscritti alla Uil trasporti. «Siamo disgustati e impotenti esattamente come gli utenti che si servono ogni giorno di un servizio che dovrebbe essere di pubblica utilità ma che in realtà è sempre meno pubblico e sempre meno utile», scrive in una nota la Uil. La società di trasporto Cerella fa parte da otto anni del gruppo Arpa ( la società regionale attualmente detiene il 51,8% delle autolinee vastesi). I vertici dell'Arpa meno di un mese fa hanno precisato che la società Cerella è sana. I ritardi nel pagamento degli stipendi sarebbe dunque collegato alla mancata corresponsione nei tempi previsti di oltre 400 milioni da parte della Regione. I sindacati sostengono che l'ammontare complessivo del credito della Cerella nei confronti della Regione è di due milioni di euro: un milione 200mila per il saldo del periodo 2003-2012 e 900mila euro per i contributi di esercizio relativi al terzo quadrimestre. Un importante indebitamento che a cascata si riversa sui lavoratori. «Il processo di riorganizzazione non ha prodotto altro che la riduzione dei servizi all'utenza, la soppressione delle linee, la cancellazione del trasporto pubblico in intere aree del Molise del Lazio e della Campania , la svendita del patrimonio chilometrico, la riduzione dei posti di lavoro e la svendita del patrimonio azionario a parte del socio pubblico di maggioranza a favore dei privati, con un capitale azionario residuo di Arpa che è poco più del 50%», elencano i lavoratori di Uil trasporti ricordando con nostalgia la figura e l'operato del fondatore delle autolinee, Angelo Cerella. «Ci ha lasciati a 97 anni. Per 70, è riuscito a gestire da solo un impero senza lasciarsi condizionare dalla politica. C'era bisogno di affidarsi a tanti esperti per fare una fine simile?», si chiedono i lavoratori decise a chiedere aiuto alla magistratura perché si faccia chiarezza sull'acquisto dell'85% dell'azienda Cerella dall'Arpa. Ma sono molte altre le cose sulle quali chiediamo che venga chiarezza. «Intanto, vorremmo sapere come mai una volta ripianato il debito, l'Arpa abbia deciso di cedere la propria quota a imprenditori privati rinunciando agli ambiziosi progetti iniziali. Qual è, nella circostanza, il risultato positivo conseguito? », si chiedono ancora i dipendenti in una lunga e durissima lettera. Per sessanta famiglie il momento è delicatissimo. I lavoratori invocano trasparenza e verità. Contestano il silenzio delle istituzioni che avrebbero il dovere di difenderli. Come dice un antico proverbio , chi la fa l'aspetti. Non è detto» avvertono gli autisti aderenti a Uil trasporti, «che la sorpresa non la facciamo noi facendo seguire a questa lettera d'indignazione altre clamorose azioni di protesta».

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