Da Roma all’Abruzzo la distanza è breve. Ma più che di grandi coalizioni al di qua degli Appennini il Pdl deve cominciare a guardare cosa succederà al proprio interno. Segnali tellurici sono stati avvertiti. E una nota dell’assessore Gianfranco Giuliante conferma che tutto non è tranquilla come sembra. Dalle parole di Giuliante sembra di leggere un benservito al coordinatore regionale Filippo Piccone. «Gli appelli di Altero Matteoli e di Maurizio Gasparri circa la necessaria ricomposizione del Partito stanno espletando i propri effetti - scrive Giuliante in una nota - Filippo Piccone ha firmato il documento dei "lealisti" del Pdl. La notizia che sottolinea un ripensamento dell'onorevole Piccone rende viepiù attuale la necessità di una immediata convocazione degli organi di partito». E Giuliante va oltre. «Così come le vicende nazionali dovrebbero e potrebbero essere risolte da un Congresso straordinario da tenersi a breve per poter misurare tesi e maggioranze per consentire una gestione del Partito atta a coinvolgere tutte le diverse sensibilità presenti nel Pdl - Forza Italia». Il passaggio a chiedere un nuovo coordinatore regionale è immediatamente successivo. «Siamo certi che una larga maggioranza nel Partito saprebbe individuare una nuova giovane esperta leadership capace di dare voce e seguito alle tante battaglie "berlusconiane" rimaste ancora in sospeso!».
Una parte del partito pensa già al dopo Piccone, ammesso, e difficilmente concesso, che il parlamentare accolga l’invito e faccia spontaneamente un passo indietro. Chi non vede, e soprattutto non sente assolutamente, movimenti tellurici nel centrodestra e Gianni Chiodi. Il presidente della Regione Abruzzo ha già preso la rincorsa per riconquistare lo scranno più alto dell’Emiciclo.
«A me sembra che non sia cambiato nulla dal momento che il partito si è compattato su una posizione che è quella politica», ha esordito il governatore Chiodi partendo da molto lontano. Questa volta Roma è distante dall’Abruzzo e quello che è successo nell’aula del Senato sulla fiducia a Letta potrebbe non avere ripercussioni verso l’Adriatico. «Che ci sano gruppi all’interno del Pdl è fisiologico e normale. Accade anche negli altri partiti. Ma è anche la dimostrazione che il popolo delle Libertà non è più un partito padronale come si diceva. Su molti provvedimenti ci sono state posizioni diverse. Ho detto, e scritto anche sulla mia pagina facebook: "Quando la polvere si sarà abbassata rimarrà la sostanza, il voto al governo e un partito unito"». Lo dice chiodi ma anche le parole di Giuliante non sembrano essere così tranquillizzanti in tal senso. «Se qualcuno vuole sollevare polvere la sollevi pure», è stata l’immediata replica di Gianni Chiodi. Guarda oltre, con la necessità di tenere uniti tutti per sostenerlo in campagna elettorale. «Ho un impegno regionale - ha ribattuto - devo portare avanti la Regione». E sulla richiesta di congressi Chiodi replica: «Prima o poi si fanno i congressi. Sarà il partito nazionale a deciderlo, noi abbiamo tutto l’interesse a continuare a lavorare e a dare la percezione che il partito è forte. Se poi siamo due, tre, quattro gruppi poco importa. È la somma che dà il risultato. Lo abbiamo visto al senato con Fratelli d’Italia. Non mi sembra però questo l’argomento che non mi fa dormire la notte, lo avevo detto dall’inizio».
Chiodi al lavoro per tenere tutti uniti a sè, a sostenerlo in una difficile campagna elettorale che si concluderà solamente a maggio dell’anno prossimo. «Si posso dire che sono tutti legati a sostenere la mia candidatura. Ci sono le classi dirigenti che prevalgono in un certo momento e la sintesi la si trova sempre. Se guardiamo nel giardino accanto vediamo che anche il Pd si spacca, fa congressi, poi cerca la sintesi e ritrovano l’unità. Noi siamo tutti serrati, a ranghi stretti e con un rapporto positivo».
Eppure proprio i suoi assessori alle ultime elezioni politiche avevano fatto scelte diverse, chiamandosi fuori dal berlusconismo puro. «L’assessore Gatti sta con Fratelli d’Italia - tiene a specificare Gianni Chiodi - ma è un perno insieme agli altri assessori. Sono fondamentali, molti di loro li conosco dal 1999. Non ho dubbi sulle loro capacità; ho rapporti eccellenti con la giunta e con il consiglio. Si vedrà cosa accadrà in futuro e poi si dirà: "Chiodi aveva ragione"».
Ottimista, fin troppo, il governatore. Ma proprio ieri Terra è tornato all’Udc. «Mi aveva avvisato, sono contento e auspico che l’Udc stia con me. L’Udc è più vicino a me che alla sinistra, si rifà al cattolicesimo liberale». E Chiodi strizza l’occhio anche a Scelta Civica. «A livello nazionale la scelta di Montezemolo e di Monti è stata quella di sostenere il Governo, la stessa linea che ha prevalso anche nel Pdl, spero che in futuro ci sia convergenza con il centrodestra». E le trattative con l’onorevole Sottanelli sono in corso. «Nessuna trattativa - ha concluso Chiodi - spero che Sottanelli mi appoggi. C’è un bel dialogo in corso, non sono trattative, ma considerazioni comuni che facciamo. Mi rendo conto che per loro sia ancora prematuro dare indicazioni di voto. Il mio è un auspicio, nulla di più. Certo non andremo allo sfascio. Siamo confortati dai sondaggi che ci sono e che ci danno vincenti. Li ha anche la sinistra ma non li dice. Noi li abbiamo fatti con diverse ipotesi di candidati avversari e siamo sempre sopra». Ottimista Chiodi. Come sempre.