Sull’autobus ci sono solo studenti e il pullman di linea viene sostituito con lo scuolabus: è solo il primo passo, appena deliberato dalla giunta Ranalli, della «rivoluzione» del trasporto pubblico in città; settore lasciato da anni alla totale anarchia e che riesce in molti casi a coniugare lo spreco al disservizio. La delibera adottata dall’esecutivo, in questa prima fase, prevede la sostituzione del bus di linea con un nuovo scuolabus acquistato a giugno: un mezzo più idoneo a trasportare gli studenti (dotato cioè come prevede la legge delle cinture di sicurezza), che dalle frazioni si spostano in città: 22 utenti tutti minorenni, per la precisione, che d'ora in poi avranno un servizio dedicato, tant’è che, nella stessa delibera, la giunta ha previsto di eliminare il tratto di strada finale che portava fino all’ospedale e che allungava inutilmente i tempi. La parte di percorso sottratta all’utenza, sarà ora coperta da un’ulteriore corsa che dalla stazione arriva fino al Santissima Annunziata e ritorno. Un provvedimento tampone in attesa della totale revisione del piano trasporti: «Le nuove norme di accreditamento della Regione prevedono la copertura del 35 per cento dei costi con i biglietti - spiega l’assessore al ramo, Anna Grazia Valdo - ma a Sulmona al momento non siamo in grado neanche di fare i conti sulla spesa del carburante: i rifornimenti per il trasporto pubblico e per la nettezza urbana, infatti, sono accorpati sotto la stessa voce; per cui prima di procedere alla revisione del piano trasporti, sarà necessario capire qual è la spesa attuale e quale la resa». Per questo l’assessore ha predisposto sugli autobus di linea delle schede per gli autisti che dovranno indicare di volta in volta i chilometri percorsi, gli utenti caricati e i rifornimenti fatti. «L’obiettivo è quello di tagliare le corse che spesso viaggiano a vuoto - continua la Valdo - e incrementare quelle affollate, anche nel rispetto dell’ambiente». Il pericolo di creare qualche disagio c’è, ma la soluzione potrebbe essere quella di un servizio a chiamata: «Una sorta di navetta taxi - conclude l’assessore - che si reca sul posto all’occorrenza».