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Data: 09/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Iva, accise e Irpef locale: così si perde lo sconto in busta paga

ROMA Un po’ di ossigeno per gli stipendi in affanno. Ma non abbastanza da consentire agli italiani di tenere il passo delle tasse. Che nel 2014, tra Iva, accise, Irpef locale e imposte nuove di zecca, prenderanno ancora il volo. Il taglio al cuneo fiscale che il governo ha promesso a sindacati e industriali per ridurre il divario che c’è tra costo lordo del lavoro e retribuzione netta in busta paga rischia di trasformarsi in un pannicello caldo o poco più. Palazzo Chigi cerca risorse per irrobustire i 5-6 miliardi di dote (da dividere a metà tra imprese e lavoratori) di cui si parla in queste ore per finanziare l’operazione. Ma anche aumentando la copertura, il beneficio netto medio sui salari si dovrebbe attestare in una forbice compresa tra 120 e 150 euro. Vale a dire, in ogni caso, poco meno di 10 euro al mese. Il problema è che le manovre finanziarie a catena decise in questi ultimi mesi per sistemare i conti pubblici hanno azionato la leva fiscale. Col risultato che la pressione tributaria, nel prossimo anno, salirà ancora nell’ordine di 6,2 miliardi di euro. E questo senza tenere conto della vicenda Imu, mentre dalla Service tax non dovrebbero arrivare brutte sorprese perché il governo ha promesso che la riforma sarà fatta ad invarianza di gettito. La vera stangata arriverà dall’Iva.
LE CIFRE
Secondo i calcoli Adusbef-Federconsumatori, il ritocco attivato a inizio ottobre dell’aliquota dal 21 al 22% (gettito aggiuntivo 4 miliardi) dovrebbe costare, nella migliore delle ipotesi, 209 euro a contribuente. Ma si potrebbe arrivare fino a 270. Al primo posto le spese per i carburanti, che dovrebbero subire un aggravio da 80 euro (+1,5 centesimi per la benzina, +1,4 per il diese e Gpl su di 7 centesimi). Subito a ridosso, le spese per la manutenzione della casa, che dovrebbero costare 40 euro in più. Al terzo posto ci sono abbigliamento e calzature. Con una spesa familiare annua pari a 66,5 miliardi di euro, il ritocco dell’Iva è destinato a portare un gettito aggiuntivo di 550 milioni di euro. Con un aumento pro-capite di 38 euro. Più contenuto l’aggravio derivante dalle spese di manutenzione auto (spesa familiare annua di 36 miliardi con un gettito aggiuntivo di 298 milioni) che dovrebbe fermarsi a 20 euro medi.
Ma i dolori non finiscono qui. Nel 2014, soprattutto per effetto del decreto-scuola varato dal governo per regolarizzare i precari, arriverà un’altra sfilza di rincari impositivi che l’Istituto Bruno Leoni valuta in 2,2 miliardi di euro di gettito. Con un ulteriore stangata compresa tra 120 e 135 euro. Dal 1 gennaio è previsto un aumento della tassa sull’alcool che incrementerà le accise su birra e superalcolici da 2,66 euro per ettolitro a 2,70: aggravio da 20 euro. E il prossimo anno si accende anche la tassa sulle sigarette elettroniche: 12 euro a testa. Previsto il passaggio dell’aliquota da 4 a 10% per distributori automatici di alimentari e bevande: aumenti da 15 euro. Per quanto riguarda l’imposta di registro la somma da pagare passerà da 168 a 200 euro. Mentre dalla prossima dichiarazione dei redditi ci saranno meno detrazioni sulle polizze vita: il beneficio si riduce da 245 a 120 euro. Infine il capitolo addizionale Irpef comunale. Al momento circa 600 sindaci hanno aumentato l’aliquota, il cui tetto è fissato allo 0.9%. Il rincaro, in questo caso, vale in media 17 euro per contribuente.

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