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Pescara, 15/06/2026
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Data: 10/10/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Provincia, Testa confida nei voti del... centrosinistra. Il centrodestra non ha più la maggioranza in consiglio. L’opposizione fa a pezzi il triennale delle opere pubbliche

PESCARA «Non parlerei di nuova maggioranza in consiglio provinciale, ma di tredici consiglieri che hanno trovato la quadra su una serie di provvedimenti necessari per il nostro territorio». Così il presidente della Provincia Guerino Testa risponde all’opposizione che in più occasioni gli ha fatto notare come non abbia il sostegno dalla maggioranza dei consiglieri. Da circa un anno e mezzo gli equilibri dell’ente si sono spostati verso il centrosinistra, trasformato da forza di opposizione a forza di governo. Nel 2009, quando Testa venne eletto, il centrodestra disponeva di quattordici consiglieri più il presidente. Già sei mesi dopo da quella maggioranza uscirono prima Gianni Teodoro e poi Roberto Pasquali, che qualche tempo più tardi formarono il gruppo di Fli. In seguito si distaccò anche Lino Ruggero di Rialzati Abruzzo che nella prima metà del 2012 decise di passare tra i banchi dell’opposizione, ribaltando i numeri di tre anni prima, passati a 13 consiglieri a 12 in favore del centrosinistra. Ma Testa, che in molti indicano come possibile candidato sindaco, al posto del primo cittadino uscente Luigi Albore Mascia nella tornata elettorale di maggio 2014, appare tranquillo nonostante sia di fatto un presidente senza più i numeri per governare: «Vivo con grande serenità questo momento, ci sono sempre state maggioranze variabili e noi abbiamo puntato a un’azione di governo condivisa per il territorio. Abbiamo predisposto un bilancio e un piano triennale delle opere pubbliche che tengono conto della peculiarità della provincia. Abbiamo utilizzato tutto l’avanzo a disposizione per scuole, viabilità, Stella Maris, piscina e biblioteca. Alcuni provvedimenti sono stati cambiati con la quadra trovata da 13 consiglieri, ma tranne i fondi della viabilità spostati dall’area Vestina alla Val Pescara, tutto il resto era quello che avevamo già deciso noi. Sono stati solo parcellizzati i fondi». «Il piano triennale delle opere pubbliche», sottolinea Gianni Teodoro di Fli, «è stato stravolto e approvato con i nostri voti, ad esempio abbiamo destinato fondi per la scuola agraria di Alanno che era stata trascurata. Testa non ha più la maggioranza, basti pensare che deve essere ancora approvato il bilancio di previsione e quello consuntivo. Questo vuol dire governare a tentoni. Lo invito a dimettersi, se fossi al suo posto lo farei, perché non ha più i numeri. Se poi Testa si presenterà per fare il sindaco, sia chiaro che io sarò in corsa e sarò decisivo con una lista civica a sostegno del centrosinistra». Testa rispedisce al mittente l’ipotesi dimissioni: «Forse si alzano polveroni perché ci si avvicina al voto, ma io penso solo a governare bene per i 46 Comuni». La pensa diversamente l’indipendente Allegrino: «Testa deve dimettersi o sarà mica che vuole rimanere in piedi a ogni costo per arrivare a fine mandato?». Camillo Sborgia dell’Idv, pur essendo per le dimissioni, dà la precedenza alle priorità, come le opere pubbliche: «Una crisi di governo sarebbe un grave danno e acuirebbe la crisi economica del nostro territorio». Sulla stessa lunghezza d’onda l’indipendente Lino Ruggero: «Mi interessa solo risolvere i problemi». Testa allontana anche l’ipotesi della candidatura come sindaco: «Non mi sono mai autocandidato a nulla, penso solo al presente e non alle proiezioni future». Il futuro imminente sarà lunedì per l’approvazione del bilancio di previsione.

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