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Pescara, 18/03/2026
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Data: 11/10/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Arpa, pochi posti sulla Chieti-L’Aquila. Pendolari a piedi «Non c’è stato posto a sedere per tutti e pertanto una decina di persone è stata invitata a viaggiare in piedi»

Ma la società di trasporto pubblico regionale smentisce: «Rimaste vuote le poltrone accanto agli extracomunitari»

CHIETI Costretti a viaggiare in piedi sul pullman. O in alternativa a rimanere a piedi. Questa la versione dei pendolari che quotidianamente utilizzano il pullman delle 6,30 per recarsi da Pescara e da Chieti all’Aquila. Ma per l’Arpa, società che gestisce il trasporto pubblico regionale, le cose non starebbero così. E alle proteste dei passeggeri rispondono alzando il tiro. «Il numero delle corse è stato ampliato , i pendolari sono aumentati di numero, ma» tiene a precisare l’ufficio relazioni pubbliche dell’Arpa «non abbiamo mai lasciato a piedi nessuno per mancanza di posti a sedere». Fino qui nulla di strano. A fare riflettere è invece la versione di uno degli autisti della società di trasporto pubblico riportata ai vertici dell’Arpa. «Ci è stato riferito che alcuni non sarebbero saliti per evitare di sedersi accanto ad alcuni cittadini extracomunitari». Insomma. Secondo quanto accertato dall’Arpa chi è rimasto a piedi lo avrebbe fatto «per scelta personale». Versione non confermata dai pendolari che raccontano: «L’autobus con partenza alle 6,30 che transita e si ferma a ChietiScalo intorno alle 6,50, l’altra mattina era ad un solo piano quando invece è sempre previsto il bipiano ed, ovviamente, era quasi pieno e ad aspettare alla fermata di Chieti eravamo quasi in trenta. Ovviamente» racconta Simone Scocco, «non c’è stato posto a sedere per tutti e pertanto una decina di persone è stata invitata a viaggiare in piedi». Invito che sarebbe arrivato dall’autista del pullman. A questo punto io e altri tre colleghi abbiamo deciso di evitare di salire sull’autobus primo perché non ce la siamo sentiti di rischiare di poter cadere ad una frenata del bus e secondo perché non ci sembrava legale in un autobus che effettua una tratta di 120 e passa km viaggiare in piedi. Tra l’altro percorrendo metà del percorso in autostrada e l’altra metà in strade extraurbane». I pendolari ricordano che chi paga il biglietto o l’abbonamernto ha il diritto di viaggiare seduto. E invitano i vertici dell’Arpa a prendere provvedimenti.

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