Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/03/2026
Visitatore n. 752.377



Data: 11/10/2013
Testata giornalistica: Clickmobility
Gtt, si va verso la fusione con Atm e Trenord

Se ancora non c’è un accordo sembra mancare davvero poco. L’eventuale fusione di Gtt con Atm, Trenord e, forse, Tpl (il trasporto pubblico locale) della Liguria diventa un’ipotesi sempre più probabile, condivisa dagli esponenti dei diversi schieramenti

L’incontro tra il sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, quello della Regione Lombardia Roberto Maroni e alcuni consiglieri comunali del capoluogo piemontese, sembra un passo avanti nella spinosa questione Gtt, che ormai va avanti da luglio 2012.

Allora, fu messo all’asta il 49 per cento del Gruppo Torinese Trasporti, ex municipalizzata gestita da una società finanziaria che fa capo al Comune di Torino, la FCT Holding. L’intento, rimettere in sesto le disastrose finanze della città, pare essere oggi una priorità ancora più scottante.

E allora ecco che, in apertura della seduta in Sala Rossa, il primo cittadino fa il punto della situazione e afferma di aver «manifestato disponibilità e interesse ad un confronto. In ogni caso la Città di Torino ha in animo di proseguire sulla strada di apertura di Gtt ad altri soci». Per questo, continua, «è previsto un prossimo incontro, tra le Regioni e le città del nord-ovest, a cui la nostra città parteciperà».

Pro fusione anche il consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà, Marco Grimaldi: «Un’opportunità così non si ripresenterà facilmente, occorre superare l’idea secondo la quale “piccolo è bello”. Vanno seguiti gli esempi di trasporto integrato delle grandi capitali europee – afferma, precisando però che - La Cassa depositi e prestiti potrebbe aiutare i processi di aggregazione del trasporto pubblico locale.

La via da seguire è quella di rispettare gli indirizzi del Consiglio comunale, mantenendo il controllo pubblico al 51%, integrare i trasporti su gomma e su ferro e poi operare in direzione di una fusione con le aziende di Milano e Genova». Insomma, sì alla cessione del gruppo, ma mettendo dei paletti per evitarne la totale privatizzazione.

Se per il leghista Fabrizio Ricca «si va nella direzione giusta, quella di sanare i bilanci e garantire i servizi», l’ex pidiellino ora trapiantato Fratelli d’Italia Maurizio Marrone non rinuncia a una non proprio sottile polemica: «C’è la conferma che questa maggioranza dimostra di non avere una visione strategica sul tema.

Fortunatamente, questa assenza viene compensata da idee chiare da parte delle giunte regionali di Piemonte e Lombardia guidate da centrodestra, Lega Nord e altri partiti alleati».

Così come Roberto Carbonero, esponente del Carroccio, che più che concentrarsi su Gtt sembra volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa: «Continuo a chiedermi perché continuiamo ad incastrarci su numeri che non hanno senso.

Questa è soprattutto una risposta per Grimaldi che si ostina sui numeri, 49, 80… In questo momento ci viene offerta una grossa opportunità, quella di passare la proprietà di una parte consistente del servizio dei trasporti della città ad un altro ente pubblico, un’occasione unica per Torino, manteniamola come tale e usciamo dalla questione dei numeri».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it