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Pescara, 15/06/2026
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Data: 11/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
No a buonuscite d’oro nelle società pubbliche

ROMA Il Senato ha approvato con importanti modifiche il decreto sulla pubblica amministrazione che punta a razionalizzare i meccanismi delle assunzioni, favorire la mobilità e garantire gli standard e i livelli di efficienza. Il testo passa ora alla Camera. Tra le novità una emersa all’ultimo momento riguarda le buonuscite dei dirigenti di società partecipate dalle amministrazioni pubbliche. Le controllate, in assenza di preventiva autorizzazione, non potranno inserire clausole al momento della cessazione del rapporto di lavoro che prevedono «benefici economici superiori a quelli derivanti dal contratto collettivo di lavoro». Sempre a proposito delle società partecipate vengono cancellate le misure, previste nel decreto, sulla mobilità dei dipendenti. Passa un ordine del giorno che impegna il governo ad affrontare il tema nella Legge di stabilità.
Un altro emendamento che ha avuto il via libera è relativo al caso Ilva. In caso di sequestro di società, beni o quote il custode giudiziario ne può con sentire l'uso agli organi societari per garantire la continuità aziendale. Si tratta di un emendamento che consente la continuità di produzione messo a punto dopo le vicende della Riva Acciai.
Si abbassa poi dall'80% al 60% il tetto di spesa per le auto blu (rispetto all’anno precedente) c'è un ulteriore giro di vite del 10% sulle consulenze esterne il cui tetto di spesa per il 2014 passa dal 90% all'80%.
In materia di testimoni di giustizia, ottiene l’approvazione del Senato un emendamento che estende la possibilità di inserimento nella Pubblica amministrazione anche a chi è uscito dal programma di protezione.
IL MINISTRO
«Siamo soddisfatti per il via libera del Senato a un decreto che affronta in maniera seria e non demagogica il tema del superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni, prevedendo percorsi di assunzione senza gravare sulle finanze dello Stato e nel rispetto del principio costituzionale del concorso pubblico» ha detto Gianpiero D'Alia, ministro per la Funzione pubblica e la Semplificazione, commentando il voto di Palazzo Madama. «È un decreto - prosegue D'Alia - che razionalizza le risorse e limita gli sprechi, pensiamo ai tagli consistenti ad auto blu e consulenze, ascoltando finalmente la voce di quei tanti giovani vincitori di concorso rimasti ingiustamente fuori dalla porta delle amministrazioni. Sono certo che il dibattito alla Camera saprà valorizzare i principi e gli interventi previsti in questo decreto».

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