ROMA L'aumento di capitale di Alitalia, indispensabile per evitare il blocco dell'operatività, potrebbe anche portare alla rottura con Air France-Klm. Il portavoce dell'aviolinea franco-olandese ha detto che «la decisione di Air France-Klm di sostenere il piano non pregiudica affatto l'eventuale decisione di sottoscrivere l'aumento di capitale», sottolineando che «non bisogna tirare conclusioni affrettate». Prima di impegnarsi a sottoscrivere l'aumento di capitale di Alitalia, Air France-Klm ha posto durante la riunione del cda “le sue condizioni”, chiedendo in particolare che «il nuovo amministratore delegato Gabriele Del Torchio cambi la strategia, rinunciando ad aprire delle nuove linee e ad acquistare degli aerei». Dietro le quinte di un piano di emergenza si consuma, quindi, uno scontro eminentemente industriale. L'ex compagnia di bandiera avrebbe infatti esaminato diverse opzioni per tamponare le perdite, che nel primo semestre di quest'anno sono cresciute a 1,6 milioni al giorno: come spesso accade nel trasporto aereo alla crescita del fatturato e dei passeggeri peggiorano i conti operativi soprattutto se la compagnia non modifica il mix dell'offerta dal territorio italiano al lungo raggio, notoriamente più redditizio ma inevitabilmente in conflitto con quanto ha già sul mercato Air France-Klm. Il governo rivendica, quindi, una scelta non solo emergenziale come hanno sottolineato prima il premier Letta e poi il ministro dei Trasporti Lupi. «L'intervento di Poste ha obbligato i privati a investire, scommettendo sul futuro. Se si è arrivati qui non è certo per nostra responsabilità - ha commentato il presidente del consiglio - l'obiettivo ora è un cambio radicale del piano industriale. Bisogna andare a negoziare, non più col cappello in mano, l'integrazione in una grande alleanza internazionale. E bisogna farlo in tempi rapidi». Una linea che sembra condivisa da banca Intesa che ieri per bocca del presidente del consiglio di sorveglianza, Gian Maria Gros-Pietro: «Il nostro atteggiamento è salvaguardare gli investimenti esistenti con l'obiettivo di trovare un partner» perché i risultati dell'operazione Alitalia condotta nel passato «non sono buoni. Alitalia non è stata guidata da professionisti del settore aereo». Secondo il premier Letta il partner scontato per questa integrazione è Air France. L'Alitalia che ha in mente, è una compagnia con forti connotati italiani, che fa parte di un'alleanza tutta europea. Il ministro Lupi entra ancora più nel merito della strategia messa a punto a Palazzo Chigi: «Se Air France deciderà di diluirsi, scendendo all'11%, allora ogni strada sarà aperta. L'accordo con i francesi in ogni caso si potrà fare solo se i tre hub (Parigi, Amsterdam e Fiumicino) saranno posti allo stesso livello. In caso contrario ci rivolgeremo altrove».