Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 15/10/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
L'isolamento ferroviario dell'Abruzzo - Il treno non passa. I pendolari restano a piedi. Proteste di chi è arrivato tardi al lavoro o a lezione. C’è chi vuole chiedere il rimborso

Tempi duri per i pendolari teramani, costretti a vivere i disagi di una città che, dal punto di vista dei collegamenti, è sempre piu isolata dal resto della regione. Figurarsi dal resto del mondo. L'ultimo, ennesimo episodio si é verificato ieri mattina, quando la sfortuna (chiamiamola cosí) si è abbattuta sui viaggiatori della tratta Sulmona - Pescara. Bene, quel treno, quello delle 8.44 per intendersi, a Teramo non è mai arrivato. Una rottura improvvisa del convoglio, dicono. Fatto sta che sul piazzale della stazione teramana c'erano oltre duecento persone in attesa. In attesa di un treno che non sarebbe mai arrivato. Eppure, non c'é stata nessuna comunicazione. «Duecento persone abbandonate! Manco fossimo in un villaggio del Burundi!», commenta Paolo D'Incecco, dell’Idv, da sempre in prima linea nella battaglia per i diritti dei viaggiatori. «Quelle persone ora si aspettano un rimborso per il disagio subito» aggiunge D'Incecco «ma la situazione è davvero vergognosa». Non é tutto peró. Perché, non solo quel treno proveniente da Sulmona non é mai arrivato, ma addirittura quello successivo, delle 9.02, è arrivato con ben venti minuti di ritardo. «Non é possibile» tuona ancora D'Incecco. «La gente è arrabbiata ma nessuno fa niente per risolvere questo problema ormai al limite del paradossale». Come dimenticare, infatti, quei vagoni sovraffollati, con gente stipata e accalcata uno sull'altro. «Eppure» spiega l'esponente dell'Italia dei Valori «stiamo parlando di una città che copre oltre il 45 per cento del trasporto su rotaia. Ma sembra sempre piú un villaggio». Eppure si fa un gran parlare di mobilità sostenibile e di incentivi al trasporto su rotaie, piuttosto che su gomma. Nella realtà, la situazione é quella che ogni giorno è sotto gli occhi di quelle centinaia di persone che scelgono il treno per i loro spostamenti, vuoi per questioni lavorative, vuoi per motivi di studio. Il risultato è questo: treni sovraffollati e tanti, tanti disagi. Ma la battaglia continua, come garantisce lo stesso D'Incecco, che qualche risultato in realtà lo ha anche ottenuto. Un esempio? «Presto» annuncia «torneranno in funzione i bagni». Sembrerebbe cosa da poco, ma si tratta di un grande passo verso la civiltà.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it