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Pescara, 22/03/2026
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Data: 15/10/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Personale, trasporti, taxi. L’inverno delle vertenze in Abruzzo. Per la giunta regionale sono arrivati al pettine i nodi che i sindacati da tempo chiedevano di sciogliere

PESCARA «Lo stato di agitazione del personale della Giunta è legato principalmente alle retribuzioni accessorie e su questo stiamo cercando di intervenire, affinché i dipendenti non perdano nulla rispetto a quanto percepito lo scorso anno. Delle possibili soluzioni si parlerà anche nel prossimo incontro con i sindacati. L'obiettivo è far sì che, nel rispetto delle leggi nazionali e in base alle disponibilità finanziarie, lo stipendio rimanga invariato. Nel frattempo abbiamo trovato una soluzione “tampone” per sei mesi, che va a liberare le prime risorse». A cercare di tranquillizzare i dipendenti della Regione è l'assessore al Personale, Federica Carpineta. La protesta dei lavoratori dell'Ente è solo una delle diverse criticità che il governatore Gianni Chiodi e la sua Giunta si trovano a dover affrontare alla vigilia di un inverno che si preannuncia "caldo".
A poco meno di due mesi dalla scadenza della legislatura, mentre nulla si sa sulla data del voto - Chiodi deve comunicare ufficialmente una data tra il 14 novembre e il 14 marzo - il governatore, tra proteste e proposte, si trova a dover fare i conti con problemi quali la situazione del personale della Regione, i trasporti e la costituzione dell'azienda unica, con la vertenza Cerella-Arpa, e l'aeroporto, con i sindacati che lanciano l'allarme sul futuro dello scalo.
Gli allevatori. Dall'elenco delle criticità cui la Giunta deve far fronte proprio ieri è scomparsa la questione allevatori. Le associazioni del settore, come Confagricoltura, Coldiretti e Copagri, da mesi segnalavano presunte anomalie nell'assegnazione dei pascoli da parte dei Comuni a favore di società del Nord Italia in grado di pagare affitti fuori mercato per accaparrarsi i pascoli demaniali. Dopo le incalzanti richieste delle associazioni all'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) ha disposto che a partire dalla campagna 2014 ai fini dell'ammissibilità delle superfici dichiarate a pascolo non è possibile considerare il pascolamento da parte di terzi. Il personale della Giunta. I sindacati abruzzesi hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti regionali , a causa delle «problematiche organizzative, funzionali e contrattuali che, nonostante la richiesta di un intervento immediato, non sono state né affrontate né risolte». Pur sottolineando che «non è vero che parte del personale è senza contratto», Carpineta non nega che vi siano stati momenti di difficoltà nel percorso di riorganizzazione degli uffici dopo l'ingresso dei lavoratori degli enti strumentali. Ma l'assessore annuncia che «è stato trovato un punto di equilibrio» e che verrà approvata anche la riorganizzazione degli uffici del settore Agricoltura, «il più discusso dopo l'ingresso dei lavoratori ex Arssa».
Vertenza Cerella-Arpa. Dopo il "matrimonio" del 2004, i problemi sono iniziati con la vendita delle quote Arpa ai privati e, al momento, ci sono sessanta lavoratori senza stipendio da due mesi. Nonostante l'assenza della Regione all'incontro convocato con il prefetto, i lavoratori hanno deciso di revocare lo stato di agitazione, auspicando «segnali importanti dalle istituzioni».
Aeroporto. A lanciare l'allarme sul futuro dello scalo abruzzese, «uno dei pilastri di un possibile sviluppo dell'Abruzzo», sono i sindacati abruzzesi, che denunciano la mancata convocazione di un incontro sul tema con gli assessorati al Turismo e ai Trasporti. Secondo le organizzazioni sindacali si tratta dello «stesso silenzio con cui non si è presa posizione sui licenziamenti avvenuti nei mesi scorsi, sul mancato versamento del 50% del piano marketing, sulla soppressione dei voli postali notturni da parte di Poste Italiane e sulla nascita all'esterno dello scalo di redditizie attività complementari».
Taxi. E in materia aeroportuale, attendono risposte da Chiodi anche i tassisti pescaresi che, nell'ambito di quella che è stata definita come la "guerra dei taxi" tra Pescara e Chieti, chiedono la modifica del decreto regionale n.58 del 2 agosto scorso per la regolamentazione dell'accesso dei taxi nello scalo

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