Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 15/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi Alitalia - Alitalia, la British contro le Poste. Il governo: nessun protezionismo. Prima il Finacial Times poi British Airways chiedono l’intervento della Ue. Che risponde: valuteremo il piano

ROMA Prima le dure critiche del Financial Times e del Wall Street Journal. Poi l'affondo di British Airways. È scontro sul caso Alitalia e sull'intervento di Poste Italiane in sostegno della compagnia tricolore. «Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale», ha fatto sapere Iag, la holding che controlla Ba, Iberia e Vueling. «Siamo sempre stati contrari – ha aggiunto - a ogni forma di aiuto statale. È protezionismo, mina la competizione e favorisce quelle compagnie aeree in fallimento che non sono al passo con la realtà economica». E la Ue fa sapere che non appena riceverà dall’Italia il piano per Alitalia, valuterà «la compatibilità con le regole europee sugli aiuti di Stato». Arrivano dunque dal mondo anglosassone, e forse non è un caso, le critiche più severe all'operazione nata per garantire ossigeno ad Alitalia. Il richiamo alla Ue da parte degli inglesi non è una minaccia da prendere sottogamba per chi ricorda il lancio di Malpensa come hub internazionale quando BA chiese, e ottenne, garanzie a Bruxelles sul perimetro operativo dell'aeroporto che avrebbe voluto fare concorrenza ai grandi hub del Nord Europa.
LE ACCUSE
Allora come oggi il braccio di ferro si ripete e costringe Palazzo Chigi a chiarire: «Non è protezionismo, ma il contrario». È questo il messaggio che fonti di governo affidano alle agenzie di stampa. «Quella su Alitalia – aggiungono - è un'operazione per arrivare a negoziare la fusione con un partner internazionale in condizione di spuntare risultati positivi». In pratica, si cerca di trattare l'arrivo di nuovi partner, Ethiad o altri, senza avere il cappio stretto alla gola. Ma questa spiegazione reggerà alla prova di Bruxelles quando la crisi degli ultimi anni ha fatto piazza pulita di più d'una compagnia nei cieli europei? «Il protezionismo industriale è tornato di moda a Roma», esordisce il Financial Times in un commento che già dal titolo («Il passo falso di Letta», appunto) parte all'attacco dell'operazione. «Rischia di allontanare gli investitori», osserva il quotidiano britannico: dopo cinque anni, siamo di nuovo vicini «alla bancarotta e il governo ha scelto di ripercorrere gli stessi errori del 2008» escogitando una soluzione che lascia il controllo in mani italiane. Ma questo «allunga un’ombra sulla sincerità di Enrico Letta», conclude il Financial Times, che prima sponsorizza Destinazione Italia e poi manda «un messaggio contraddittorio su Alitalia».
Ancor più duro, se possibile, il Wall Street Journal che vede nella vicenda della compagnia di bandiera «il fallimento della politica industriale» dell’Italia, mette a nudo «la mancanza di competitività» delle aziende italiane «già svantaggiate da un enorme peso fiscale, complicatissime leggi sul lavoro, alti costi energetici e ingerenze politiche». E così la base industriale del Paese «si sta erodendo». Alitalia ne è «l’esempio più eclatante». La guerra dei cieli si combatte anche con gli editoriali.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it