PESCARA Il Pd e Rifondazione bocciano il progetto delal giunta comunale di centrodestra di realizzare nell’area di risulta dell’ex ferrovia una strada alternativa a corso Vittorio, una volta che esso sarà pedonalizzato. «L'area di risulta deve diventare una sortasorta di Villa Borghese capace di attrarre visitatori», dicono i consiglieri comunali del Pd, Florio Corneli e Giuliano Diodati. «La discussione politica in questi ultimi giorni si sta accentrando troppo sulla possibile pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele e, a nostro avviso, troppo poco su quelle che sono le ricadute sull’area di risulta e sulla visione che della stessa si ha rispetto allo sviluppo economico e sociale di Pescara». Secondo Corneli e Diodati, «bisogna fare una scelta di fondo tra l'idea di un’area al servizio del territorio, dove chi arriva lascia la macchina e poi gira per la città, e quella di un’area di vita che richiama utenti e visitatori, vale a dire una sorta di Villa Borghese con un potere attrattivo autonomo rispetto alla stessa città. L’amministrazione di centrodestra sembra aver optato per la prima soluzione, noi invece siamo per una visione diversa in cui l’area stessa costituisca fonte di attrazione per i cittadini e i turisti». Secondo Maurizio Acerbo, consigliere comunale di Rifondazione comunista, «per decidere che il principale asse viario di attraversamento automobilistico della città si sposta sull'area di risulta era indispensabile una variante» al Prg, il Piano regolatore generale, «essendo l'area ricompresa in un piano particolareggiato». «La realizzazione di un nuovo asse stradale di attraversamento della città», aggiunge Acerbo, «viene maldestramente occultata come "deviazione sperimentale". Argomentazione ridicola che serve ad aggirare la normativa urbanistica che prevede che un intervento del genere costituisca una variante al Prg. Non so se il Tar Pescara riterrà legittimati i consiglieri comunali le cui prerogative sono state espropriate da questa procedura sgangherata ma è certo che se operatori economici, residenti, proprietari di immobili della zona, associazioni di categoria decidessero di fare ricorso la delibera approvata verrebbe molto probabilmente annullata».