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Data: 16/10/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
Stabilità, bocciatura da Confindustria, Cgil e Uil. Cisl: "Primi segnali positivi su calo tasse"

ROMA- Una manovra "che allontana la ripresa", che "non convince" e che non centra l'obiettivo dell'equità. Dalle parti sociali subito una valanga di dure critiche all'impianto della legge di stabilità. Il 'no' arriva anche da Confindustria e in generale dal mondo delle imprese ma anche dalla Cgil e dalla Uil.

Confindustria. La legge di Stabilità "ci allontana dall'obiettivo di dare vigore alla lenta ripresa che si sta delineando", avverte Confindustria. Per l'organizzazione degli industriali serve "subito un segnale forte" ed è "indispensabile che gli interventi siano disegnati in un arco temporale pluriennale e con dimensioni crescenti nel tempo". Rete Imprese Italia la definisce "un'aspirina". "Dodici miliardi non sono lo shock economico di cui l'Italia ha bisogno per uscire dalla recessione, rilanciare gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie. Non è l'ora dell'aspirina. Serve almeno il doppio della cifra prevista dal governo", dice Ivan Malavasi, presidente della Cna e di Rete Imprese Italia.

Le critiche del sindacato. Il premier Enrico Letta conferma che i provvedimenti non porteranno nuove tasse e non colpiranno il sociale. Ma le prime indicazioni sulla Legge di Stabilità "non convincono" la Cgil che boccia le decisioni del governo. Per il sindacato nel provvedimento presentato questa sera "manca un chiaro segnale di equità e chiare indicazioni in direzione di ridistribuzione del reddito". Gli fa eco Uil che dice: "La riduzione delle tasse sul lavoro è una finzione e quindi la ripresa sarà una finzione. L'unica cosa vero sarà il permanere della disoccupazione".

Più morbido il giudizio della Cisl. "Da un primo esame ci sono segnali positivi sul piano della riduzione delle tasse per i lavoratori e le imprese dopo tanti anni in cui le tasse sono solo aumentate. Bisogna fare certamente di più sul fisco", fa sapere il sindacato. Secondo Vincenzo Sette, coordinatore nazionale di Uecoop, "è positiva la scelta di non aumentare l'aliquota Iva per le cooperative sociali che avrebbe messo a rischio quasi diecimila posti di lavoro in un settore particolarmente importante per l'intero paese in questo momento di crisi". Positivo il commento di Coldiretti che dice: "dal piano di dismissione dei terreni pubblici possono venire nuove opportunità per i tanti giovani che vogliono dedicarsi all'attività agricola".

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