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Pescara, 22/03/2026
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Data: 17/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Al grido di Basta così, lavoratori e sindacati oggi in piazza Italia a Pescara. Da Bussi al commercio: in piazza i volti della crisi

Nella foto della crisi i volti dei cassaintegrati sono più di un anno fa. Come chi si mette in fila in cerca di lavoro. Da Bussi e le fabbriche dell’entroterra alle vetrine e le ruspe del centro-città: meno posti di lavoro, in una mappa della crisi che ha spolpato uno ad uno gli asset del Pescarese. Basta-Così: è il grido dei sindacati che stamattina scendono in piazza a Pescara. Ma la mobilitazione va in tandem con il fare-squadra con le istituzioni: ieri sindacati e Provincia si sono seduti attorno a un tavolo, il primo della serie per misurare la temperatura della crisi occupazionale e centrare la exit strategy. Domani si replica con la politica, invitati il sottosegretario Giovanni Legnini, il ministro Gaetano Quagliariello, i parlamentari pescaresi. Nell’autunno più caldo che mai Cgil-Cisl-Uil di Pescara fanno sul serio: a dare volto e voci alla crisi sarà soprattutto oggi la maxi mobilitazione, in piazza Italia si comincia alle 10. Pullman da Bussi, e da Italcementi che hanno proclamato anche lo sciopero, altri arriveranno alla spicciolata. Attesa la carica dei mille e più. «Nella nostra provincia le ore di cassa integrazione sono aumentate, da 2,9 milioni di gennaio-settembre 2012 a 3,046 del 2013 - spiega Emilia Di Nicola, Cgil -, crescono in modo esponenziale anche le persone in cerca di lavoro».
Non c’è settore o territorio immune. «Nella chimica c’è il problema Solvay e la bonifica del sito di Bussi; poi Italcementi, l’edilizia che ha già perso 2500 posti, le 20 aziende metalmeccaniche in zona rossa tra chiusure e cassa». Non va meglio sulla costa. «Settecento negozi sfitti, la disoccupazione nel commercio al 9%, la vertenza Benetton - continua Di Nicola -; il centro di meccanizzazione postale; il credito a rischio esuberi; un centinaio tra ex Lsu e appalti nelle pulizie delle scuole vicini alla scadenza». I sindacati portano in piazza anche le cicatrici occupazionali della stazione, del porto bloccato, dell’assistenza socio sanitaria che perde fondi. «Si deve intervenire in modo strategico - avverte Umberto Coccia, Cisl - ripartendo dal piano dell’area di crisi-Val Pescara: bonifica per reindustrializzazione di Bussi, infrastrutture materiali e immateriali. Siamo agli ultimi posti a livello nazionale per la Adsl, che incide per 3-4 punti di Pil».
Non solo protesta. All’incontro di ieri con i sindacati il presidente della Provincia Guerino Testa ha spiegato di voler «portare avanti un dialogo con la Regione per quanto riguarda la programmazione e coinvolgere il governo». Con gli assessori Angelo D’Ottavio e Antonio Martorella illustrati anche gli strumenti già in campo. Trentadue le vertenze approdate nel 2012 in Provincia, chiuse con un accordo. Ma la leva è soprattutto quella delle politiche attive, una Linfa per l’occupazione: un progetto finalizzato a ricollocare i lavoratori coinvolti in crisi aziendali, dopo una fase di orientamento e formazione con la partnership di aziende private per il lavoro e agenzie formative accreditate. «Al via nei prossimi giorni con i primi 40 lavoratori, per proseguire fino a marzo con un plafond che potrebbe coinvolgere fino a 300 persone», spiega Martorella. Fare sistema: è il plauso dei sindacati. «Abbiamo bisogno di lavoro, che le aziende non vadano via come è avvenuto - dice Luca Piersante, Uil -. Abbiamo visto nella Provincia un alleato». Il tavolo tornerà a riunirsi settimana prossima, per discutere di Bussi incontrando anche il sindaco.

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