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Data: 17/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, Air France voleva il fallimento. In assemblea Parigi ha votato contro la copertura delle perdite

ROMA Restano le turbolenze in Alitalia anche dopo il tormentato via libera alla manovra di salvataggio da complessivi 500 milioni varata dai soci, di cui 300 in aumento di capitale, che però Air France ha tentato di stoppare votando contro la copertura delle perdite.
La liquidità urgente per far fronte a pagamenti impellenti, attesa per ieri da parte di tre soci e delle banche, non sarebbe arrivata, creando nuovo nervosismo. A valle dell’assemblea terminata alle 3,30 di martedì 15, Immsi, Intesa Sanpaolo e Atlantia avevano preso l’impegno a concedere 65 milioni come anticipo dell’aumento. E subordinatamente a ciò, Intesa e Unicredit avrebbero concesso un anticipo del bridge to equity (la garanzia sull’aumento di capitale) di pari importo. Questa mattina, in una call fra i vertici di Cai, i suoi legali (Sergio Erede), i rappresentanti dei tre soci e quelli delle due banche affiancati dall’avvocato Antonio Segni, si dovrebbe trovare una via d’uscita e consentire ad Alitalia di far fronte ai pagamenti. «Le vendite hanno registrato un progressivo deterioramento anche per il timore del blocco di attività», si legge nell’intervento di Gabriele Del Torchio letto in assemblea e allegato al verbale. «Enav ha monitorato la situazione minacciando ieri (lunedì scorso) l’applicazione della provvisorietà della nostra licenza e grazie al lavoro del vicedirettore Schisano è stata per il momento evitata. Inoltre tesissimi sono i rapporti con alcuni fornitori strategici». Tutti questi motivi, «incidono significativamente sul risultato dell’esercizio, peggiorandolo rispetto alle previsioni».
ALLARME DEI SINDACI
Ma la strada verso un atterraggio morbido è ancora accidentata. Come si legge nel verbale dell’assemblea redatto dal notaio Nicola Atlante di Roma, durante la trattazione del secondo punto relativo all’aumento da 300 milioni, il presidente Roberto Colaninno ha dato la parola a Erede. Il legale «riferisce di una lettera di Intesa Sanpaolo e Unicredit relativa alla rappresentazione data dal cda dell’11 ottobre sulla disponibilità a erogare nuove linee di credito». E qui la novità. Le due banche «intendono sostenere la ricapitalizzazione ma saranno disposte ad esaminare un incremento dell’esposizione finanziaria (i 200 milioni annunciati dal cda, ndr) solo dopo aver preso conoscenza del piano industriale, nella sua forma eventualmente rivista e i relativi fabbisogni finanziari e purché siano fornite adeguate garanzie». Insomma se ne parlerà ai primi del 2014.
Ma prima di questo, l’assemblea ha approvato (ai sensi dell’articolo 2446 del codice civile) la situazione patrimoniale al 30 giugno procedendo alla copertura delle perdite del primo semestre 2013 (pari a 171,9 milioni), della perdita 2012 (pari a 225,1 milioni) e delle perdite riportate a nuovo da precedenti esercizi pari a 511,7 milioni. In totale 908,8 milioni. I soci hanno deciso l’utilizzo delle riserve per 501,1 milioni risultanti dalla situazione patrimoniale al 30 giugno 2013 e la riduzione del capitale da 668,3 a 260,6 milioni. Ed ecco la sorpresa: l’assemblea ha approvato con il voto contrario di Air France-Klm (e con l’astensione di Acqua Marcia). Riguardo la manovra di salvataggio, la relazione del collegio sindacale presieduto da Giovanni Barbara ha posto le seguenti condizioni: «Ai fini della continuità aziendale è necessario che l’attuazione della manovra finanziaria e la disponibilità dei soci a sostenere la società trovino formale manifestazione mediante assunzione di impegni entro ottobre e si proceda, anche prima, a versamenti anche parziali ma idonei a fronteggiare la situazione di illiquidità».

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