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Data: 17/10/2013
Testata giornalistica: Rassegna.it
Legge di stabilità. Camusso: è mancato il coraggio di scegliere

Il segretario Cgil ospite al Tg3: "Si sarebbe dovuto ridurre fortemente il prelievo fiscale su lavoro e pensioni, facendo pagare di più chi nella crisi ha continuato a guadagnare". Sullo sciopero: "Non lo escludo, ma prima confronto con Cisl e Uil"

In questa legge di stabilità "è mancato il coraggio di scegliere". Lo dice ai microfoni del Tg3 Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che torna a ribadire il giudizio negativo del primo sindacato italiano sul provvedimento varato dal governo delle larghe intese.

"Di buono c'è l'assenza di tagli alla sanità e l'allentamento del patto di stabilità per i comuni, ma le note positive si fermano qui - osserva il segretario Cgil - Il governo aveva promesso tante volte che sarebbe intervenuto in favore del lavoro, agendo sulla pressione fiscale, ma il livello di intervento previsto con questa legge è assolutamente insufficiente a determinare un cambiamento".

Per Camusso dunque, è mancato "il coraggio di una scelta chiara". "Si sarebbe dovuto ridurre in maniera consistente il prelievo fiscale su lavoro e pensioni, facendo pagare di più chi nella crisi ha continuato a star bene e guadagnare. Perché - spiega il leader Cgil - un generico taglio delle tasse "non determina di per sé sviluppo e ripresa. Per rilanciare i consumi - aggiunge - servono interventi che incidano sulla parte più ampia della popolazione e cioé su lavoratori, compresi quelli pubblici che vengono invece penalizzati ancora, e pensionati".

E i soldi, dice ancora Camusso, andavano presi laddove sono: "Sulle rendite e sui patrimoni e con un diverso intervento sulla spesa pubblica, non con tagli lineari che colpiscono esclusivamente le condizioni del lavoro pubblico".

Alla domanda sullo sciopero ipotizzato dalla Uil, Camusso risponde così: "Il confronto con il governo deve continuare, in Parlamento si possono realizzare modifiche importanti che noi sosterremo attraverso la mobilitazione, con Cisl e Uil. Lo sciopero è una delle forme di mobilitazione più importanti per il sindacato, quindi non lo escludo, né a livello di categorie né per l'intera organizzazione, ma è giusto discuterne prima con Cisl e Uil". (fr)

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