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Pescara, 22/03/2026
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Data: 17/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sindacati e imprese critici, Pdl diviso. Monti cauto: nutriamo riserve. L’Udc lo gela: ingeneroso, non si poteva fare di più. Cgil, Cisl e Uil minacciano uno sciopero

ROMA Assai ampio il ventaglio di opinioni sulla legge di stabilità all’interno della maggioranza. I giudizi più duri provengono dal fronte dei falchi del Pdl, la difesa più appassionata dal segretario dello stesso partito Angelino Alfano. Molto più convergenti nella critica alla manovra Confindustria e sindacato, decisamente insoddisfatti entrambi. Ed è Alfano che si produce per primo nell’elogio della legge: «Per la prima volta dopo molti anni - afferma il vicepremier - non sono state messe le mani nelle tasche degli italiani. Anzi, la pressione fiscale diminuirà di un punto in due anni. La Service tax peserà meno dell’Imu con il Pdl che si conferma ”sentinella antitasse“». Pochi minuti e arriva la funerea smentita di Sandro Bondi: «Di questa stabilità l’Italia può morire. E’ una legge che non aiuta l’economia e che prevede un aumento consistente delle tasse». Al coordinatore azzurro dà manforte il capo dei lealisti pdl, Raffaele Fitto: «E’ una manovra priva di uno choc positivo per il Paese, con tutte misure inadeguate».
Diversa la valutazione del segretario del Pd Epifani: «Una manovra che va apprezzata» e che «può essere migliorata nel corso del passaggio alle Camere». Pur osservando che «le risorse messe in campo non corrispondono pienamente alle richieste», Epifani riconosce che la manovra «ha un segno ben diverso rispetto alle precedenti leggi». Anche Cuperlo e Fassino promuovono sostanzialmente la legge, mentre Renzi tace, ma un suo fedelissimo, Luca Lotti, esprime preoccupazioni - probabilmente condivise dal sindaco di Firenze - sul rischio che il nuovo sistema di imposte «scarichi su sindaci e Comuni la reintroduzione sotto altre spoglie dell’Imu». A sorpresa, è Mario Monti a stroncare la manovra osservando che «se ci sono davvero nel governo delle ”sentinelle antitasse“, hanno operato poco e male». Tante le riserve dell’ex premier al punto che Monti fa dipendere l’atteggiamento di Scelta civica dalle risposte che otterrà dal governo alle sue richieste in Parlamento. Gelida, anche se indiretta, la risposta a Monti del segretario dell’Udc Cesa che, replicando alle minacce di sciopero dei sindacati, ammonisce che «il governo, con le scarsissime risorse disponibili non poteva fare di più. La legge di stabilità, comunque, rappresenta un’importante sterzata rispetto alle politiche di solo rigore e tasse del passato».
Quanto alla minaccia di sciopero dei sindacati, questa sembra arrivare dai sempre combattivi metalmeccanici. Non che il giudizio delle confederazioni centrali sia più tenero, infatti Susanna Camusso sostiene che la legge di stabilità, «che «smentisce le infinite promesse del governo, va cambiata», mentre il leader Cisl, Bonanni, afferma che «ha vinto il partito della spesa pubblica improduttiva e intoccabile. Contro gli scioperi, «che non risolvono i problemi», il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che peraltro non è affatto tenero sulla manovra, a cui concede solo che «i passi sarebbero nella direzione giusta, ma ancora una volta non sono sufficienti per farci ritrovare la crescita. Ci voleva più coraggio». Della stessa opinione il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che «se non una bocciatura» dalla manovra ricava una «forte delusione», mentre il Centro studi della sua organizzazione sostiene che gli italiani potrebbero finire, nel 2014, col pagare 6,5 miliardi di tasse in più.

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