ROMA E’ di nuovo scontro nel Pdl tra falchi e colombe sulla legge di stabilità. E’ durata poche ore la tregua imposta da Silvio Berlusconi ai suoi. E tra Angelino Alfano e Sandro Bondi sono di nuovo scintille. «La legge di stabilità rispetta l’impegno preso con l’Europa di contenimento del deficit e inverte la tendenza sul debito pubblico» assicura Alfano confermando che i ministri del Pdl «sono le sentinelle antitasse». Ma Bondi, che ieri ha trascorso la giornata a palazzo Grazioli, gela il vicepremier. «Si tratta di un provvedimento che non aiuta l’economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora camuffate: tutto questo non tarderà a venire alla luce», tuona l’ex coordinatore del Pdl. «Di questa stabilità l’Italia può morire», aggiunge. «La legge di stabilità è una manovra di galleggiamento apparente, più simile alla Concordia che a una nave che sta per salpare», rincara Renata Polverini che chiede correzioni perché si starebbe «verificando un vero e proprio accanimento contro tre milioni di lavoratori dello Stato». Con Alfano si schierano Maurizio Lupi e Fabrizio Cicchitto. E proprio dal ministro delle Infrastutture arriva un appello a Berlusconi perché «riprenda» Bondi. «Il Pdl e il presidente Berlusconi ci hanno insegnato che viene prima l’interesse del Paese del legittimo interesse del nostro partito» dichiara Lupi. Fuori dal coro Renato Brunetta. Il capogruppo alla Camera infatti preferisce complimentarsi con Beatrice Lorenzin che è riuscita a scongiurare nuovi tagli alla Sanità. Sullo sfondo delle divisioni sui numeri della finanziaria nel Pdl si agitano ben altre contrapposizioni. E sullo sfondo resta il nodo della decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato il vero rebus della partita che potrebbe portare a una scissione. A palazzo Grazioli sono tornati di casa Daniela Santanchè e Alessandro Sallusti. E ieri per Silvio Berlusconi è stata una giornata fitta di incontri. A colazione il Cavaliere ha pranzato Angelino Alfano e Mario Mauro. Tema del colloquio con il ministro della Difesa sarebbe stata proprio la questione delle decadenza del l’ex premier. Il Cavaliere non avrebbe perso le speranza in un atto di clemenza da parte del Colle anche se ai suoi continua a ripetere che lui di Giorgio Napolitano non si fida affatto. «La durata del governo, è strettamente legata alla mia agibilità politica» avverte. Lo ha ribadito ieri a Mauro che in questa fase potrebbe avere una funzione ponte con il Colle. E lo ha detto anche a Renato Brutetta e Fabrizio Cicchitto ricevuti ieri a palazzo Grazioli insieme a Raffaele Fitto, leader del lealisti che continua a chiedere l’azzeramento di tutte le cariche nel partito, a partire da quella di Alfano.