PESCARA «Il problema del pagamento delle quote ce lo poniamo da tempo; ovviamente sta alla volontà dei singoli soggetti decidere se dare il proprio contributo o meno. Noi ci siamo sempre spesi dicendo che questo è imprescindibile per tenere in vita il partito, ma non è una novità che c'è gente che non paga e che non ha mai pagato». Il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, è certo che una strigliata ai pidiellini abruzzesi era necessaria e si dice d'accordo con la lettera inviata da Mauro Febbo. L'assessore regionale, infatti, a partire dai dati relativi al 2012 pubblicati su un quotidiano nazionale, ha scritto ai coordinatori del partito, criticando aspramente i colleghi del Pdl, dopo aver appurato di essere «uno dei pochi a versare la quota contributiva», ed evidenziando come «constatare che all'appello mancano molti amici tra assessori, consiglieri regionali e deputati abruzzesi, è segno di poca coerenza e correttezza personale nei confronti sia del Pdl sia dei colleghi adempienti e rispettosi delle regole. « Io sposo la linea Febbo», riprende Piccone, «è chiaro che possono esserci errori nei dati pubblicati, ma comunque non è una novità che c'è gente che non ha mai pagato. Ci hanno sempre detto che non ci si può candidare come consiglieri o parlamentari senza aver versato le quote, ma poi in tanti si sono candidati senza aver dato il proprio contributo. Questo, chiaramente», sottolinea il coordinatore, «comporta una serie di problemi nel tenere in vita la struttura, considerando che i finanziamenti ai partiti sono stati tagliati». Sta di fatto che nella sua lettera Febbo ci va giù pesante, scorrendo la lista di coloro che lo scorso anno non hanno versato i contributi (500 euro al mese per i consiglieri e 800 per i deputati). L'assessore parla ad esempio dell'«atteggiamento “dell'onorevole leale” che ha regalato al Pdl pagine intere sia di cronaca locale sia di quella nazionale per non aver saldato il proprio conto in alcune eleganti boutique»; in questo caso il riferimento è alla parlamentare Paola Pelino. Poi, riferendosi al senatore Antonio Razzi, si sofferma sulle «imbarazzanti dichiarazioni dell'altro “fedele e leale senatore” eletto in Abruzzo che quotidianamente vediamo in trasmissioni satiriche nazionali». Oggetto delle critiche di Febbo, però, sono anche i politici della Regione, «come qualche collega assessore, già uscito dal Pdl due volte, ma sempre pronto a rientrare e restare in maggioranza pur di mantenere e tenersi ben stretta l'importante e ambita poltrona», scrive riferendosi probabilmente ad Alfredo Castiglione. «Per non parlare», aggiunge, «di altri consiglieri e assessori che, nonostante siano stati eletti grazie al listino, si permettono di vestire spesso i panni di 'contestatore del momento». In pochi si salvano dallo sfogo dell'assessore. Soprattutto considerando che di tutto il consiglio regionale, solo in sei, stando ai dati, sarebbero a posto con i pagamenti.