PESCARA Sono circa diecimila i disabili abruzzesi che aspettano dalla Regione il rinnovo delle tessere gratuite per autobus e treni per il prossimo anno. L’associazione Carrozzine determinate Abruzzo, presieduta da Claudio Ferrante, lancia un nuovo appello all’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra perché le persone con disabilità possano continuare a usufruire del servizio anche nel 2014. «La tessera gratuita di libera circolazione è un’agevolazione che dà il diritto alle persone con disabilità di utilizzare gratuitamente tutti quegli autobus e i treni regionali che godono di contributo da parte della Regione», spiega Ferrante. «Per questo anche quest’anno facciamo un appello all’assessore Morra e gli chiediamo di rifinanziare per il 2014 la legge regionale 44 del 2005, che prevede il rilascio e/o il rinnovo delle tessere di libera circolazione per i cittadini disabili. Non rifinanziare la legge significa ledere il diritto alla mobilità di molti cittadini invalidi abruzzesi che non possono permettersi il lusso di spostarsi con auto propria». Le tessere del 2013 scadranno il 31 dicembre. «Sono circa diecimila gli abruzzesi con disabilità interessati. Sono quasi tutte persone, spesso anziane, che vivono sotto la soglia della povertà e che percepiscono una pensione di invalidità civile di 270 euro mensili», aggiunge Ferrante. «La tessera di libera circolazione è l’unico beneficio che consente alle persone con disabilità di poter godere del diritto alla mobilità. Per quale motivo i disabili devono essere discriminati, nonostante ci siano leggi che ne tutelano il diritto? Troppo spesso la certezza del diritto non esiste». Ferrante enumera anche difficoltà relative all’accessibilità «Si sa », conclude il presidente di Carrozzine determinate, «quando si esce di casa, ma non si sa quando e se si arriva a destinazione. Pedane non funzionanti, abulia del personale, barriere architettoniche, soste abusive. Non sono garantite le pari opportunità. Le istituzioni», conclude hanno il dovere di intervenire per combattere questa discriminazione”.