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Pescara, 05/12/2019
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Data: 20/10/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
L'isolamento ferroviario dell'Abruzzo - Anche il treno Italo snobba l’Abruzzo. Ora è ufficiale, fine della corsa ad Ancona. La Cgil accusa: «La politica non fa nulla»

PESCARA Dopo il «Frecciarossa», anche Italo raggiungerà Ancona. Entrambi i treni non proseguiranno a sud del capoluogo marchigiano. È la certificazione dell'isolamento ferroviario dell'Abruzzo, tagliato fuori da tutte le tratte dell'alta velocità.

La vittoria delle Marche
Il treno Italo, gestito dal gruppo privato Ntv, sarà attivo a partire dal 15 dicembre e andrà a raddoppiare l'offerta dell'alta velocità ferroviaria a favore della città di Ancona e delle località limitrofe. Si tratta di un grande colpo per la Regione Marche, che fa il paio con il debutto del Frecciarossa, avvenuto nell'aprile scorso. La possibilità di raggiungere Torino da Ancona, in meno di 4 ore, con tariffe a partire da 20 euro, produrrà ricadute positive per l'economia del territorio, agevolando la mobilità dei cittadini.

L’Abruzzo sta a guardare
La Regione Abruzzo, attraverso l'assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, si è sempre dichiarata determinata ad estendere l'alta velocità a sud delle Marche, ma al contempo ha spesso avanzato dubbi sulle reali intenzioni di Ntv, facendo perno sui ritardi che hanno interessato l'inizio delle corse da e verso Ancona. Ora, però, la Regione subisce impotente un grave smacco: l'Abruzzo è ufficialmente emarginato dalla mobilità ferroviaria .

La Cgil accusa
«È deprimente assistere passivamente all’inefficacia della politica abruzzese - punta il dito Franco Rolandi, segretario regionale della Filt Cgil - Una passività che si è protratta nel corso degli anni e che riguarda le questioni infrastrutturali, la mobilità e le ricadute occupazionali». L'esponente della Cgil non fa sconti: «La nostra classe politica non è mai riuscita a far valer le ragioni del territorio e non è stata in grado di andare al di là dei soliti annunci e delle solite promesse, un atteggiamento che chiama in causa sia le responsabilità dei politici locali che quelle di coloro che ci rappresentano in Parlamento». I risultati, d'altronde, parlano chiaro: «Lungo la linea adriatica, nessun treno ad alta velocità fa tappa in Abruzzo, i tempi di percorrenza da e verso Roma sono superiori a quelli di 20 anni addietro, non c'è nessun treno regionale che viaggia verso il sud e una serie di tratte interne sono state sospese e rischiano la definitiva soppressione».

Le tratte soppresse
Mentre l'Abruzzo sta a guardare, Molise e Lazio sono impegnate nel tentativo di ripristinare le due tratte sospese: la Sulmona-Carpinone e la Avezzano-Roccasecca. Nel primo caso, dopo che Rfi- Reti ferroviarie italiane ha annunciato di non ritenere più opportuno il mantenimento della tratta, si è mossa ufficialmente la Regione Molise, che attraverso l’assessore regionale ai Trasporti, Pierpaolo Nagni, ha promosso un'operazione sinergica, assieme ai sindacati, che punta a coinvolgere le altre Regioni interessate e le associazioni dei consumatori. Lo stesso assessore Nagni ha rimarcato che «la Regione Molise è pronta a sostenere la battaglia, ma da parte della Regione Abruzzo non si registra lo stesso interesse». Situazione analoga per la tratta Avezzano-Roccasecca, particolarmente preziosa per i pendolari abruzzesi: la Regione Lazio, nel corso di un incontro tenutosi lo scorso 15 ottobre, è apparsa determinata a spendersi per il ripristino del servizio ferroviario ed ha già avviato i contatti con Rfi e Trenitalia, e con i tecnici della Regione Abruzzo.

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