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Data: 22/10/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
Legge Stabilità: il Pdl allo sbando. 24 senatori: "Stop a critica distruttiva al governo"

Le "colombe" difendono l'esecutivo in un comunicato: "Non più tollerabili attacchi a legge di stabilità e operato dei ministri". Bondi: "Fatto gravissimo, Alfano e Schifani prendano le distanze"

ROMA -Lo scontro interno al Pdl tra falchi e colombe si arricchisce di un nuovo capitolo. Ventiquattro senatori "governisti" si schierano in difesa del governo e della legge di stabilità. E lo fanno prendendo carta e penna. In una nota congiunta fanno sapere di non condividere "le critiche distruttive e permanenti al governo" di parte del Pdl "alla legge di stabilità e all'operato del governo di cui cinque nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi".

Tensioni che si riverbereranno inevitabilmente sull'andamento dell'esame della manovra, che domani avvia il proprio iter in Senato.

Il 'casus belli' è un'affermazione della senatrice pidiellina Cinzia Bonfrisco su "Quagliariello traditore", richiamata appunto nella nota: "Con riferimento alle dichiarazioni della collega Bonfrisco non è tollerabile che i toni e il linguaggio del dibattito politico dentro il Pdl degradino fino al livello utilizzato oggi nei confronti del ministro Quagliariello e in questi giorni nei confronti di coloro che hanno espresso determinate posizioni", si legge nel documento firmato da Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Federica Chiavaroli, Riccardo Conti, Francesco Colucci, Luigi Compagna, Nico D'Ascola, Claudio Fazzone, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Giuseppe Marinello, Bruno Mancuso, Paolo Naccarato, Giuseppe Pagano, Maurizio Sacconi, Francesco Scoma, Salvatore Torrisi, Guido Viceconte.

"Il confronto nel nostro gruppo e nel nostro partito deve riacquistare correttezza- chiariscono i senatori - In caso contrario, i reiterati richiami all'unità suonerebbero come moneta falsa, dietro la quale si cela la volontà di determinare una incompatibilità di fatto".

La posizione è netta e scatena nell'immediato gli attacchi dei "falchi", che contrastano la linea del segretario Angelino Alfano e fanno quadrato attorno a Silvio Berlusconi. Il primo a replicare, infatti, è Sandro Bondi, coordinatore Pdl: "Non dubito che il segretario Alfano e il capogruppo Schifani vorranno stigmatizzare la dichiarazione di 24 senatori Pdl, fatto gravissimo in quanto espressione di una corrente organizzata, attraverso cui si pretenderebbe di limitare in modi e toni inusuali il libero e legittimo confronto apertosi nel nostro partito sulla legge di stabilita".

Per il deputato pidiellino Francesco Giro la nota del gruppo dei 24 è "fuori luogo": "Mi chiedo perché essere così inutilmente difensivi rispetto ad una manovra che non è piu figlia di nessuno per quanto è scritta male".

L'alfaniano Fabrizio Cicchitto respinge gli attacchi dei falchi ricorrendo al sarcasmo e citando l'espulsione del gruppo del Manifesto da parte del Pci nel 1969: "Ci mancava solo che arrivassero appelli al rispetto delle regole del centralismo democratico. Se qualcuno spinge il suo spirito imitativo a voler ripetere nell'anno di grazia 2013 le vicende del Manifesto, si accomodi pure perchè non c'è limite all'umorismo volontario".

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