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Data: 22/10/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
Letta: "Sindacati precipitosi su sciopero per Manovra". Il premier: I 14 euro? Invenzione per denigrarci

Il premier a "Otto e mezzo" critica la protesta troppo immediata contro la Legge di stabilità. "Porterà a una crescita dell'1% e non aumenta le tasse". Poi smentisce l'aumento di 14 euro. "Andremo avanti fino al 2015"

ROMA - "La risposta dei sindacati è stata precipitosa, non mi scandalizza il loro sciopero, ma la legge di stabilità non aumenta le tasse e non interviene nella sanità". Lo ha detto il presidente del consiglio Enrico Letta, intervistato da Lilli Gruber a "Otto e mezzo", su la7.

Crescita dell'1%. "Complessivamente - ha aggiunto Letta - è una legge di stabilità che è favorevole ai cittadini, abbiamo aumentato le tasse per chi svolge attività finanziaria per alleggerirle su chi invece cerca di creare nuovi posti di lavoro". Secondo il premier, la Legge consentirà l'anno prossimo una crescita dell'1%: "Questa è una legge di stabilità che fa scendere il debito e la spesa pubblica, tasse su famiglie e imprese e farà l'1% di crescita l'anno prossimo".

La bufala dei 14 euro. Quanto alla famosa cifra dei 14 euro in più nelle buste paga, Letta ha detto chiaramente che si è trattato di una bufala: "Se l'è inventata qualcuno per farci del male. In Italia se qualcuno fa qualcosa, parte un grandissimo sforzo per denigrarlo. Abbiamo messo cinque miliardi di tasse in meno - ha continuato il premier - e abbiamo detto a Parlamento e parti sociali di concentrarli su chi ha più bisogno. Sta a loro discuterne".

"Io, garante della stabilità". In riferimento alle tensioni nate all'interno della maggioranza sul caso Berlusconi, Letta ha detto: "In 4 giorni di crisi di governo siamo passati da tassi al 4,8 a 4,2 e questo vale per il bilancio pubblico miliardi. Io voglio farmi garante della stabilità per evitare che ci siano terremoti come in passato e una volatilità che danneggia il paese".

La legge elettorale. Letta ha poi ribadito che la legge elettorale,va cambiata, anche se non è materia di governo, ma è compito del parlamento: "Spingo perché entro il 3 dicembre almeno una delle Camere la approvi". Il presidente del consiglio si è detto inoltre contrario a un eventuale nuovo governo di larghe intese, dicendosi un sostenitore del bipolarismo.

"Avanti fino al 2015. Il berlusconismo è finito". Per quanto riguarda le sorti del suo governo, il premier si è mostrato sicuro: "In questi mesi non ho mai pensato di gettare la spugna. Mi fermerei solo se mi accorgessi che ciò che stiamo facendo dovesse rivelarsi deleterio. Ma non succederà. Per questo sono certo che si andrà avanti fino al 2015". E quando la conduttrice gli ha chiesto se il ventennio berlusconiano è finito, la risposta è stata laconica: "Se l'ho detto, lo pensavo".

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