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Data: 22/10/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Renzi: «Voglio i voti del Pdl e del M5S». I quattro candidati alla segretaria del Pd presentano le mozioni congressuali. Il sindaco: «Basta con i gloriosi reduci»

ROMA Dice di non voler più parlare solo alle vecchie glorie del passato e punta a intercettare i voti del Pdl e del M5S. Si presenta come custode del bipolarismo e mette una pietra tombale sulle larghe intese: «Sono una faticosa eccezione e non la regola». Dopo un lungo periodo di annunci e attese, Matteo Renzi pubblica sul sito del Pd il suo documento congressuale. «All’Italia non bastano piccoli aggiustamenti, ma serve una rivoluzione radicale» scrive il sindaco di Firenze, che vuole un Pd «spalancato alla curiosità e non rinchiuso nelle proprie certezze». Partendo dalla convinzione che il partito fino ad oggi «si è fatto del male rinchiudendosi», Renzi spiega che è arrivato il momento di cambiare registro. E la prima mossa è quella di rastrellare i voti ovunque. Centro, sinistra, destra: per l’ex rottamatore non fa differenza: «Vuoi anche i voti del centrodestra? Sì. E vuoi i voti di Grillo? Assolutamente sì. Non è uno scandalo, è logica. Se non si ottengono i voti di coloro che non hanno votato il Pd alle precedenti elezioni, si perde». E per intercettare i voti che sono finiti agli altri partiti è necessario rivolgersi agli elettori con argomenti nuovi: «Abbiamo spesso dato l’idea di essere interessati a parlare soprattutto a chi c’era già: non basta più, se mai è bastato. Non parliamo solo ai gloriosi reduci di lunghe stagioni del passato. Vogliamo parlare a chi c’era, e coinvolgerlo. Ma anche a chi non c’era, a chi ci sarà e a chi potrebbe esserci se solo fossimo capaci di generare aperture e di lasciarci ispirare dalla curiosità». Il documento presentato dal sindaco di Firenze in 18 pagine, si intitola «Cambiare verso» ed è articolato in tre capitoli: 1) Noi possiamo cambiare verso al Pd; 2)Il Pd deve cambiare verso all’Italia; 3)L’Italia può cambiare verso all’Europa. E’ il primo passo per costruire un’Europa politica che sappia scegliere e non solo amministrare è il superamento dell’austerity come religione. «Solo cambiando, l’Italia può acquistare la forza e la credibilità necessarie per chiedere all’Europa di cambiare le sue regole e perfino i suoi paletti. A partire dal parametro del 3% nel rapporto deficit-Pil. Un parametro anacronistico ». Per raggiungere questi obiettivi, spiega Renzi, serve un partito che sappia comunicare bene. «La parola comunicazione non deve fare paura. Chi non comunica è perduto» si legge nella mozione dove il sindaco scrive che il Pd deve essere un partito di amministratori, di circoli, di parlamentari. «Nel Pd che faremo conteranno di più i territori e di meno i dipartimenti centrali. Rottameremo innanzitutto le correnti». Le mozioni congressuali sono quattro. Una per ogni candidato. La proposta forte di Gianni Cuperlo passa per la separazione degli incarichi istituzionali e di governo da quelli di partito ( « La distinzione delle figure del candidato premier e del segretario del partito non può essere trattata come un cavillo...»). Mentre Pippo Civati punta ad una alleanza con il partito di Nichi Vendola: «Voglio un partito in cui ci sia anche Sel, come avevamo promesso in campagna elettorale. Gianni Pittella si concentra sul Mezzogiorno e sull’Europa dove il Pd non può che «essere esclusivamente legato al Pse».

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