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Data: 23/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Grillo, nuovo Vaffa-day: ci fermano solo i carri armati

ROMA Un’altra giornata di ordinario turpiloquio per Beppe Grillo, che per il terzo Vaffa-day sceglie la data del primo dicembre e per location la sua Genova, dopo la Bologna del 2007 e Torino del 2008. Sono passati più di cinque anni dall’ultimo ”appuntamento programmatico“ e gli obiettivi sembrano essersi fatti più precisi e circostanziati: «Vogliamo vincere le prossime elezioni, a cominciare da quella europee», scrive sul suo blog l’ex comico, aggiungendo che «la prossima volta per impedirci di andare al governo dovranno mandare i carri armati. Non abbiamo scelta. Dobbiamo andare oltre. Andare al governo e liberarci di questi incapaci predatori, dei farabutti che hanno spolpato l’Italia negli ultimi vent’anni». «Per bloccarci - afferma ancora Grillo - hanno fatto le larghe intese, tradendo il voto degli elettori. Per eliminarci dalle decisioni parlamentari hanno fatto un blocco unico, governo e opposizione. Stesse facce, stesse razze. Il tutto è ridicolo se non fossimo di fronte alla negazione completa della democrazia e all’annullamento della volontà dell’elettore».
SBANDAMENTI
Il leader a 5 Stelle, anche per serrare le file del Movimento che ultimamente ha accusato più di uno sbandamento, avrebbe programmato per oggi una calata «a sorpresa» a Roma, anzi in Parlamento, dopo l’incontro annullato venerdì scorso per volontà degli stessi ”cittadini eletti“, ancora lontani dal ricomporre le tensioni generate dallo strappo consumatosi con l’emendamento proposto da alcuni senatori grillini contro il reato di immigrazione clandestina. Ma per impegni legati alla campagna delle regionali in Trentino, è assai probabile che Grillo rinunci al blitz per farsi sostituire nell’incontro con gli eletti da Gianroberto Casaleggio. Tuttavia, le tensioni interne al movimento sembrano trovare sempre nuove occasioni per emergere. Fresca di giornata la polemica sull’incontro in Vaticano tra una delegazione di tre parlamentari grillini e il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu. Il senatore Di Battista, membro della commissione Esteri di palazzo Madama, nell’inscrivere l’incontro tra quelli svoltisi con rappresentanti di Stati stranieri e nel quale «si è parlato soprattutto di pace e di contrasto agli interventi armati», ha difeso dalle critiche di alcuni attivisti romani del M5S la composizione della delegazione grillina, di cui ha fatto parte anche l’avvocato Palleschi, che aveva assunto posizioni assai divaricate da quelle del Movimento sulla legge contro l’omofobia.
IMBARAZZI
Altro imbarazzo nel gruppo pentastellato di palazzo Madama quello provocato dall’astensione sulla mozione presentata dalla Lega in difesa della Bossi-Fini. I senatori M5S si sono trovati a dover giustificare la scelta astensionista che a palazzo Madama vale ”no“, spiegando che «si affideranno alla Rete per stabilire la posizione futura», visto che Grillo e Casaleggio hanno espresso finora sul tema posizioni omologhe alla Lega. A cercare di mettere tutti d’accordo il solito attacco di Grillo ai vertici istituzionali e, in particolare, al Quirinale: «Napolitano è stato eletto da Berlusconi, di cui ovviamente - ha scritto il leader a 5 Stelle sul proprio blog - sapeva ogni pendenza giudiziaria. Ma per il sistema qualunque compromesso (sordido?) è meglio del cambiamento. Poteva essere eletto Rodotà, ma sarebbe stato troppo pericoloso».

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