Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/03/2026
Visitatore n. 752.414



Data: 24/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
I fondi per il sisma dalle vecchie accise. Il centrodestra si ricompatta a Roma presto vertice con Letta

Qui non ci sono falchi e colombe, lealisti e governativi, o almeno così si fa passare visto che, in realtà, qualche frizione (rientrata a fatica) sulla «paternità» dell’iniziativa c’è stata. In ogni caso in assoluta controtendenza nazionale, il terremoto (e di certo anche le prossime scadenze elettorali) «ricompatta» il centrodestra, allargato anche a componenti centriste, come quasi mai era accaduto negli ultimi anni. Al palazzo della Regione Abruzzo, a Roma, è andata in scena ieri una riunione che ha coinvolto tutti i livelli: parlamentari (Chiavaroli, Tancredi, Di Stefano, Piccone e anche Razzi, sgattaiolato via anzitempo), Regione (Chiodi, Iampieri, Giuliante, Ricciuti e De Matteis), Provincia (Del Corvo, Di Nino, Liris), Comune (Imprudente, Ferella, Piccinini, D’Eramo). Ne è uscita una proposta immediata sui fondi per il terremoto che sarà oggetto di un vertice a breve con Enrico Letta, chiamato al telefono da Chiodi. Ma anche una linea strategica per la città di più ampio respiro sui temi dello sviluppo economico e dell’urbanistica. Anche il ministro Quagliariello, per il tramite della Chiavaroli, ha dato disponibilità ad esaminare la proposta. L’obiettivo è cambiare la legge di Stabilità che ha appena cominciato il suo iter parlamentare.
Il piano su cui si chiederà l’impegno del governo riguarda la possibilità di introdurre una sorta di tassa di scopo rimodulando le accise storiche sulla benzina: ovvero destinare ai terremoti dell’Aquila e dell’Emilia i proventi di quelle di vecchia istituzione, come la guerra di Abissinia e il terremoto del Friuli, come aveva già proposto il centrodestra dell’Aquila tre anni fa (ma anche il centrosinistra), con la raccolta firme Del Corvo - Giuliante. Il secondo passaggio è quello di destinare al terremoto dell’Aquila una quota parte dei 6,5 miliardi di euro assegnati all’Emilia e che attualmente non possono essere spesi. Un «prestito» che poi sarebbe restituito proprio attraverso la rimodulazione delle accise. Il tutto, però, subordinato a un’intesa tra le due regioni.
È chiaro che dal vertice romano emerge un forte messaggio politico. Il centrodestra, infatti, si candida come interlocutore privilegiato con il governo nel chiaro tentativo di superare il «Cialentismo». E, in più, lancia un segnale di ritrovata unità (se apparente o no si vedrà) per le regionali. Del Corvo ha detto che «il centrodestra si ricompatta e si va a fare pressione attraverso i parlamentari sul governo: se l’azione è congiunta si possono portare a casa risultati». Per Chiodi «l’unico governo che ha fornito risorse economiche per la ricostruzione è stato il Governo Berlusconi: da quel momento in poi non è stato rifinanziato alcunché, a differenza di quanto sostengono il sindaco dell’Aquila e alcuni senatori del centrosinistra. Da qui la nostra proposta di collaborare e unire le forze su una piattaforma unica, perché solo così diventiamo credibili verso il governo centrale evitando strategie isolazioniste finora portata avanti dal sindaco dell’Aquila».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it