Lo strappo col sindaco Cialente rilancia la campagna elettorale per le Regionali. Rispunta la proposta delle vecchie accise oltre alla rimodulazione delle risorse per l’Emilia
L’AQUILA Una tassa di scopo e un «prestito» dall’Emilia. È questa la «ricetta» del centrodestra, dagli ingredienti non del tutto innovativi, per risolvere il problema della carenza di fondi per la ricostruzione della città. All’indomani dell’avvio dell’iter di una legge di Stabilità quantomai ingenerosa per il capoluogo (visto che non stanzia nuove risorse), a proporla sono stati i rappresentanti del centrodestra abruzzese, che hanno raggiunto ieri Roma. Una folta delegazione – dopo lo strappo col sindaco Massimo Cialente, del quale è stata disconosciuta l’azione – composta dai parlamentari Piccone, Razzi, Chiavaroli, Tancredi, Di Stefano, e inoltre da Chiodi, De Matteis, Iampieri, Giuliante e Ricciuti per la Regione, Del Corvo, Di Nino, Liris della Provincia e D’Eramo, Imprudente, Ferella e Piccinini del Comune. Una squadra compatta che serra le file in vista delle Regionali e chiede una rimodulazione della legge. Il primo risultato che subito si è accreditato la spedizione romana è l’aver ottenuto «un incontro con il presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, «la cui data verrà fissata a breve», come assicura lo stesso Chiodi. «Letta ha dato la sua disponibilità per un incontro, illustreremo la proposta operativa in grado di reperire risorse finanziarie per la ricostruzione dell’Aquila e dei centri del cratere». Un incontro a cui non si sa se parteciperà Cialente, che ha già in programma un’altra visita nella capitale: una manifestazione a cui ha invitato anche gli studenti della città. «Viaggi della speranza», come sono già stati ribattezzati da molti. Sicuramente azioni slegate che evidenziano fratture insanabili in un contesto, come quello del capoluogo, ancora in attesa dell’avvio della ricostruzione pesante. Fratture che hanno raccolto molte critiche anche a livello nazionale. «Ci troviamo a un punto di svolta importante», ha affermato il presidente della Regione, «nel senso che sono immediatamente cantierabili progetti esecutivi per 900 milioni di euro, come riferito dal responsabile della struttura che guida la ricostruzione, con una disponibilità finanziaria nulla. E questo conferma un dato che ribadisco da tempo: l’unico governo che ha fornito risorse economiche per la ricostruzione è stato il governo Berlusconi: da quel momento in poi non è stato rifinanziato alcunché, a differenza di quanto sostengono il sindaco e alcuni senatori del centrosinistra. Da qui la nostra proposta di collaborare e unire le forze su una piattaforma unica, perché solo così diventiamo credibili verso il governo centrale evitando strategie isolazioniste finora portate avanti dal sindaco dell'Aquila». Il piano che si intende presentare al premier verterà su due aspetti: uno politico, l’altro amministrativo. «Il primo sarà essenzialmente una scelta di politica di destinazione delle risorse, nel senso di destinare al terremoto dell’Aquila una quota parte dei 6,5 miliardi di euro assegnati al terremoto dell’Emilia e che attualmente non possono essere spesi a causa della complessità delle norme e dello scarso numero dei progetti a oggi proposti. Ciò», ha ribadito Chiodi, «senza intaccare i diritti dei cittadini emiliani, ma per evitare l’immobilizzo di risorse pubbliche che invece potrebbero essere subito spese. Il secondo aspetto, di carattere amministrativo, consiste nella rimodulazione delle destinazioni storiche delle accise sulla benzina. Che non significa aumento del costo della benzina, ma significa destinare ai terremoti dell’Aquila e dell’Emilia i proventi delle accise sulla benzina di vecchia istituzione, come la guerra di Abissinia e il terremoto del Friuli. Una proposta avanzata già dal centrodestra dell’Aquila tre anni fa», precisa Chiodi, ma anche dal centrosinistra. «In questo modo L’Aquila e l’Emilia potranno contare su risorse economiche certe e programmare la ricostruzione in tempi brevi. Questa», conclude Chiodi, «è la nostra proposta sulla quale chiediamo la convergenza di tutti i parlamentari eletti in Abruzzo e di tutte le forze politiche regionali e della città dell’Aquila. Nei prossimi giorni faremo presente al governo la necessità che i processi di ricostruzione non siano parcellizzati ma resi organici attraverso il Piano speciale territoriale».