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Pescara, 20/03/2026
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Data: 24/10/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Del Turco & C. unico disegno criminoso». Le motivazioni delle condanne per politici e tecnici

PESCARA «I programmi di razionalizzazione del sistema sanitario regionale, di riduzione di spesa, di eliminazione della situazione di Far West portati avanti dagli imputati, si sono tradotti nell'indiscriminato utilizzo delle funzioni pubbliche rivestite a fini illeciti...è evidente l'unicità del disegno criminoso perseguito, consistente nell'illecito deviato utilizzo delle rispettive cariche e qualifiche pubblicistiche a fini di favoritismi nei confronti dell'Angelini e di arricchimento personale». E' un significativo passaggio infilato nelle 455 pagine della sentenza sullo scandalo della sanità, che ha portato alla condanna a nove anni e mezzo dell'ex governatore Ottaviano Del Turco e di altri coimputati eccellenti: le motivazioni sono state depositate dal collegio presieduto da Carmelo De Santis.
L’ASSE DEI TRE
Motivazioni che seguono un preciso filo conduttore rappresentato dalle dichiarazioni di Vincenzo Angelini, il grande accusatore ed ex patron del gruppo Villa Pini, che secondo il giudice estensore, Massimo De Cesare, sono «pienamente attendibili in quanto in sé logiche e coerenti, precise, dettagliate nonché riscontrate sia da risultanze documentali sia da dichiarazioni testimoniali». Tutto sarebbe stato fatto per un semplice arricchimento personale orchestrato principalmente da Del Turco, Lamberto Quarta e Camillo Cesarone, un asse di ex Sdi che avrebbe condizionato la legislatura. Milioni di euro di tangenti versati da Angelini a quei politici che avrebbero dovuto salvaguardare il suo gruppo e favorirlo nell'assegnazione di posti letto e altro. Per i giudici, gli imputati «avevano un vero e proprio programma criminale volto a favorire, nell'attività di iniziativa legislativa ed amministrativa in materia di sanità in violazione di legge, gli interessi delle case di cura stesse, in particolare di quelle gestite dall'Angelini, su cui si è innestata l'attività corruttiva di questi. Programma diretto da Del Turco, organizzato da Quarta, Cesarone e Masciarelli, ed eseguito da Mazzocca, Di Stanislao, Boschetti, nonché dagli stessi Del Turco e Cesarone attraverso le rispettive attività amministrative e legislative». Tema ricorrente nelle motivazioni è la diversa qualificazione del reato di concussione in quello di corruzione: Angelini è il corruttore, i politici sono i corrotti: «Un’unitaria vicenda di scambio paritario tra dazione di denaro ed illecita attività dei pubblici ufficiali, finalizzata a permettere ad Angelini di "limitare i danni" derivanti dall'introduzione della legge 20».
LA PROVA REGINA
Nella sentenza trova ampio spazio anche il perché della validità della prova regina: la dazione da 200mila euro che Angelini consegnò a Del Turco nella sua abitazione di Collelongo il 2 novembre 2007. Tangente che venne fotografata dall'autista di Angelini che ritrasse l'imprenditore mentre entrava a casa Del Turco e all'uscita, facendo uno scatto anche alla busta con le mele che gli aveva consegnato il governatore. I giudici spiegano nel dettaglio i risultati della superperizia disposta per accertare la data esatta di quelle foto: «Le fotografie sono state scattate il pomeriggio del 2 novembre 2001 tra le ore 14,45 e le 17,44», orario perfettamente compatibile con il racconto di Angelini. Ma dicono anche di più riferendosi alla figura che appare sull'uscio di casa Del Turco: «E' ben probabile che si tratti effettivamente dell'imputato».
Lapidario il commento di Del Turco su Facebook: «Forse dopo cinque anni si poteva trovare una motivazione meno beffarda».

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