Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/03/2026
Visitatore n. 752.415



Data: 25/10/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Benvenuti negli autoporti d’Abruzzo 65 milioni di euro per stracci e roulotte

TERAMO Roulotte dismesse risalenti al terremoto dell'Irpinia e vecchi bidoni dell'immondizia di ogni genere. È quel che resta dell'autoporto di Castellalto, una mega struttura costata la bellezza di sei milioni di euro ma, di fatto, ancora oggi, e a distanza di anni, abbandonata a se stessa. È l'emblema delle incompiute e della non curanza la struttura inaugurata nel comune della provincia teramana. Oltre che uno dei simboli per eccellenza dello spreco di denaro pubblico. Ormai, al suo interno, fanno bella mostra di sè solo i rifiuti ed una fitta vegetazione, che ha preso quasi il sopravvento. Cosa impedisce la sua messa in funzione? È la domanda che in molti si pongono. A partire dal Movimento 5 Stelle, che più volte ha portato la questione all'attenzione dell'opinione pubblica. Tuttavia, quello di Castellalto non è, purtroppo, l'unico esempio in provincia. Ancora una volta, protagonista è un autoporto. Ci spostiamo nella vicina Roseto degli Abruzzi. Sette, in questo caso, i milioni spesi, ma il destino è lo stesso: la struttura non è mai entrata in funzione. «Le aziende artigianali che hanno costruito in quell'area, destinata a diventare il cuore pulsante dell'economia rosetana, sono state costrette a districarsi per le vie burocratiche e legali dopo la richiesta di 6 milioni di euro di conguaglio per i maggiori oneri derivanti dall'indennità di esproprio dal Comune Rosetano, su richiesta dagli ex proprietari dei terreni» spiegano i penta-stellati, che puntano il dito contro i classici proclami politici pre-elettorali. La questione degli autoporti, infatti, torna protagonista solo in periodo di campagna elettorale, diventando dei veri e propri cavalli di battaglia. Tutti, a destra e a sinistra, si autoproclamano ambasciatori dell'anti-spreco e tirano in ballo le risorse (mal)spese, che a nulla hanno portato. «Si pensi al dicembre 2005 -commentano ancora gli attivisti del 5 Stelle - quando Tommaso Ginoble, in un conferenza stampa, rassicurava sull'imminente apertura degli autoporti. A marzo 2012 è tornato sull'argomento Claudio Ruffini». Ma, alla fine, i rifiuti sono sempre lì è gli autoporti sono ancora fermi a un palo. Da qui, la chiamata in causa della Regione Abruzzo, dalla quale si invoca un'assunzione di responsabilità. «Troppo sperpero di denaro pubblico - dicono - La Regione provveda ad avviare l'iter di completamento ed appalto delle strutture». Le cose non vanno certo meglio se ci si sposta nella provincia teatina. A San Salvo, ad esempio. Qui l'autoporto, costato 12 milioni di euro, era stato inaugurato nel 2008 e consegnato alla Regione Abruzzo che doveva costituire una società mista pubblico-privato. Per adesso però l'unica cosa che si riscontra è la totale devastazione ad opera di vandali all' interno della struttura. Stessa cosa ad Avezzano (40 milioni di euro e cinque inaugurazioni), la quarta cattedrale nel deserto. A questo punto, il quadro si fa ancora più chiaro, oltre che più grave. Stiamo parlando di milioni di euro spesi per mettere in piedi delle strutture mai entrate in funzione e che, anzi, versano in condizioni di degrado assoluto. La Cna abruzzese, qualche mese fa, aveva azzardato un esposto alla Corte dei Conti. Ma poi non se ne è saputo più nulla. E quelle cattedrali restano un pugno nello stomaco, soprattutto in periodi di crisi come quello che si sta vivendo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it