Presunta mega truffa allo Stato e alla Regione Abruzzo di carburante per autotrazione dei treni ai danni della Ferrovia Adriatico Sangritana per 680 mila euro, pari a 613.639 litri di gasolio. Fasulli pieni di nafta, dice l'accusa, verificatisi dal 19 aprile del 2006 al 30 settembre 2010. Ben quattro anni di fittizio rapporto di compravendita tra la Euroservice sas e due funzionari Sangritana addetti all'esecuzione dei contratti di acquisto e all’approvazione del documento di collaudo delle forniture di gasolio. Un fittizio rapporto tra le due società mediante la formazione di falsi documenti di trasporto e false fatture. La Sangritana, ente pubblico economico a capitale interamente della Regione, sarebbe stata così indotta in errore nel pagare esattamente quasi 680 mila euro di forniture gasolio mai eseguite. Dopo il rinvio a giudizio del gup Flavia Grilli, ieri è partito il processo dinanzi al giudice Francesco Marino. Imputati di concorso e reato continuato di truffa sono Nicola Melchiorre, 33 anni, di Gessopalena, legale rappresentante della Euroservice, e i due funzionari Sangritana, Luigi Di Diego, 58 anni, di Lanciano, e Giovanni Gaspani, 47 anni, di Vasto, rispettivamente difesi dagli avvocati Angelo Manzi, Massimo Biscardi e Angela Pennetta, i quali chiariranno la posizione.
AZIENDA PARTE OFFESA
La Sangritana è parte offesa. Ieri per primi sono stati sentiti gli uomini della Finanza di Chieti, Nucleo Tributario, sulla ricostruzione dei fatti partiti il 24 maggio 2010, a S. Eusanio del Sangro, per un casuale controllo a un autocarro che sversò 1.200 litri di carburante senza autorizzazione di trasporto per merci pericolose in una cisterna, non omologata, di Euroservice. Dopo il verbale e multa ne conseguì una verifica fiscale. Poi toccò alla Sangritana ed emersero anomalie tra la sua e la documentazione Euroservice. Atti acquisiti anche presso un'altra ditta che faceva consegna carburanti conto terzi. Rilevate anomalie sugli anni 2009-2010, la Finanza estende a ritroso i controlli fino al 2006, puntando l'attenzione esclusivamente sui rapporti tra Euroservice e Sangritana. L'esame dei documenti delle due società sarebbero state in netto contrasto sulle quantità trasportate e consegnate, gli importi e i volumi indicati nelle fatture. Le cessioni di carburante erano dirette e indirette. A conclusione la Finanza sostiene «che attraverso la falsità dei documenti di trasporto, fatture e collaudi, tramite artifizi e raggiri, gli imputati abbiano indotto la Sangritana all'errore, quindi al pagamento del prodotto petrolifero mai ricevuto. Procurando ingiusto profitto per sé o altri». Udienza aggiornata all'8 luglio.