PESCARA C'erano una volta i bersaniani. Il blocco d'acciaio che sosteneva l'ex segretario si è sciolto come neve al sole. L'aria è cambiata, nel Pd abruzzese, e numerosi capobastone, folgorati sulla via di Damasco, fanno a gara nel cambiare casacca: si passa in forze sul fronte renziano. Le grandi manovre si cristallizano nei congressi provinciali, che in Abruzzo sono appena iniziati e termineranno il prossimo 6 novembre. Basta vedere cosa accade nell'Aquilano, dove l'unico superstite nella corsa alla segreteria è il numero uno uscente Mario Mazzetti, sponsorizzatissimo da Stefania Pezzopane. La senatrice democrat, approdata in parlamento nelle vesti di bersaniana di ferro, ha compiuto la più classica delle giravolte ed è passata con Matteo Renzi, suscitando l'ira di Franco Marini, sostenitore di Cuperlo e rimasto a bocca asciutta, alle ultime politiche, proprio a beneficio di Pezzopane. Nonostante il suo leader di riferimento sia ormai il "rottamatore", Pezzopane sembra poco propensa a rinnovare la segreteria provinciale e punta sull'usato sicuro, ovvero Mazzetti: 55 anni, ex sindaco di Carsoli, sconfitto alle ultime amministrative. Nessuna rottamazione, quindi. Eppure sarebbe bastato appoggiare il giovane Francesco Piacente, 29 anni, vice di Mazzetti e assessore comunale a Capistrello. Non Stefano Albano, però, ancora più giovane, ma supporter di Cuperlo. Entrambi inizialmente candidati alla segreteria, sono stati indotti a farsi da parte e proprio la senatrice aquilana avrebbe esercitato le pressioni maggiori. Anche nel comprensorio Pescarese si notano diversi renziani dell'ultima ora, come il deputato Antonio Castricone, considerato la punta di diamante del partito dell'acqua e la parlamentare Vittoria D'Incecco. Il dibattito politico, però, resta solo sullo sfondo. I congressi provinciali dovrebbero segnare una tappa intermedia, di confronto ed elaborazione, in vista del congresso nazionale dell'8 dicembre, nel corso del quale sarà scelto il nuovo leader del partito, tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati e Gianni Pittella. Nei fatti, invece, prevalgono logiche e personalismi prettamente locali. A Pescara, ad esempio, erano inizialmente candidati tre renziani (Gianluca Fusilli, Giacomo Cuzzi e Luigi Di Marco), ma con ogni probabilità resterà in pista un'unica candidata, Francesca Ciafardini, responsabile regionale delle donne democratiche e supporter di Cuperlo. Il primo a farsi da parte è stato Luigi Di Marco, responsabile dei Giovani Democratici, la cui autocandidatura è stata mal digerita dall'apparato. Il consigliere comunale Gianluca Fusilli, invece, è destinato a rinunciare per ragioni di opportunità: si dichiara renziano, ma è soprattutto un uomo di Luciano D'Alfonso. Dai primi riscontri non sembrava avere i numeri per imporsi al primo turno e una sua eventuale sconfitta avrebbe rischiato di indebolire l'ex sindaco di Pescara, proprio alla vigilia della partita per le regionali. Stessa sorte per Giacomo Cuzzi, unico renziano della prima ora: il capogruppo comunale del Pd, Moreno Di Pietrantonio, uno dei tanti folgorati sulla via di Firenze, prima lo ha spinto a candidarsi e poi lo ha indotto a tirarsi indietro. Salvo sorprese, dunque, il prossimo segretario provinciale di Pescara sarà Ciafardini. Giochi già fatti, fin dall'inizio, nella provincia di Chieti, dove detta legge il sottosegretario Giovanni Legnini e la candidatura unitaria risponde al nome di Chiara Zappalorto, attuale numero due provinciale. Legnini sta con Cuperlo e sulla stessa posizione sono allineati la deputata Maria Amato, il segretario regionale Silvio Paolucci e il capogruppo regionale Camillo D'Alessandro. Situazione opposta nel Teramano, dove competono per la segreteria regionale i sindaci di Cortino, Gabriele Minosse, di Mosciano Sant'Angelo, Orazio Di Marcello e di Castellalto, Vincenzo Di Marco, l'ex primo cittadino di Controguerra, Mauro Scarpantonio, l'assessore comunale di Montorio al Vomano, Marco Citerei e il responsabile provinciale immigrazione Mahmoud Tosson. Anche nel Teramano le schermaglie locali prevalgono sul confronto politico. In linea generale, però, la componente renziana appare maggioritaria, come dimostra il riposizionamento del deputato rosetano Tommaso Ginoble.