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Pescara, 15/05/2026
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04/04/2007
Il Centro
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Sulmona. Bocciato l'aumento Irpef, La Civita si dimette. Rapone (Margherita) conferma il no, lo Sdi non rientra: maggioranza a pezzi. Il centrodestra soddisfatto del risultato ma commenta con toni "moderati" |
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SULMONA. Doveva essere la seduta per l'esame dei conti, si è trasformata nella resa dei conti. Ma la maggioranza non aveva i numeri per confermarsi tale, perciò alla fine il sindaco Franco La Civita ha dovuto (voluto?) dire basta. Dimissioni. «Irrevocabili», ha sottolineato. Ma la legge gli concede lo stesso 20 giorni prima del commissariamento. E non è detto che trascorrano invano. Anzi, parrebbe di intuire più di una possibilità perché la giunta risorga dalle sue ceneri. Una crisi (la terza) annunciata, anche se fino all'ultimo gran parte dei protagonisti ha creduto di poterla evitare. Ci si aspettava, vista l'indisponibilità di Luigi Rapone (Margherita) a votare l'aumento Irpef, vera architrave del bilancio 2007, il ritiro della delibera e l'invito a Sdi e Udeur a dare «un contributo costruttivo» in cambio della disponibilità a modificare la giunta. Forse per questo il gruppo misto (sorprendente per compattezza) ha rifiutato anche la mediazione «a titolo personale» di Fernando Gentile (Margherita) che prima del voto ha proposto una sospensione. La Civita ha difeso il bilancio, sostenendo che gli aumenti di tasse sono il segno di «chi si assume le responsabilità», altrimenti «sarebbe facile galleggiare, tagliando servizi e contributi». Anche se poco prima Oreste Tolone (Ds) aveva ammesso che la maggioranza a 11 aveva di fatto fallito, lasciando intuire una certa disponibilità a riflettere su molte cose. Iniziando dai criteri di contribuzioni generose a cultura e associazionismo, specie se, come ha detto Salvatore Di Cesare (Ds) si tratta di «cancelli chiusi che non danno nulla alla città». Ma se cultura e turismo sono emblematici di un'imbarazzante mancanza di strategie di lungo respiro, patrimonio e rifiuti, non sono da meno in quanto a «mangiasoldi». In questo scenario, con trasferimenti da Stato e Regione complessivamente scesi di circa 110mila euro, far passare nuove tasse per un milione era oggettivamente difficile. Infatti non sono passate. Ora inizia il count down: 20 giorni per mettere insieme i cocci della maggioranza che fu a 16 su 21. Dopo, il centrosinistra passerà le consegne al commissario straordinario. E, si diceva ieri a palazzo, potrebbe non essere solo fino al voto anticipato.
«Fine dell'agonia, il fallimento era ormai chiaro» Il centrodestra soddisfatto del risultato ma commenta con toni "moderati" SULMONA. «Un atto di coraggio e lealtà politica che pone fine alla lunga agonia di questa amministrazione». Così Lorenzo Fusco, il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, commenta la decisione del sindaco, Franco La Civita, di rassegnare le dimissioni dopo il no all'aumento dell'addizionale Irpef. «Certo», ha aggiunto «oggi questa città resta sprovveduta sotto l'aspetto amministrativo ma anche con questa amministrazione, con la scarsa forza politica che ha dimostrato di avere, non avrebbe risolto alcun problema». «La caduta di un'amministrazione», ha commentato Gaetano Pagone (nuova Dc), «è sempre un fatto negativo, ma hanno fatto di tutto per arrivarci, mantenendo un atteggiamento di scontro e chiusura a qualsiasi contributo. Bisognava aspettarsi che prima o poi si sarebbe arrivati a questo. Dal gruppo misto», ha proseguito, «sono arrivati segnali di apertura che il sindaco non ha voluto accogliere. Ha preferito seguire la strada del ricatto politico che ha trovato risposte ferme su un provvedimento, l'aumento Irpef, che non poteva passare in una città già vessata». «Prendiamo atto della decisione del sindaco», ha detto Davide De Deo (Sulmona domani), «e solo lui potrà decidere cosa sarà, se ricomporre una giunta di centrosinistra, se affidarsi a un governo tecnico o lasciare il posto al commissario. In aula c'è stato uno scontro su un problema reale e sentito dai cittadini, quello delle tasse. In tal senso la visione dell'amministrazione è uscita sconfitta e la nostra battaglia è stata vinta. Certo però non è mai una vittoria la caduta di una giunta perché si lascia la città senza un riferimento».
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