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Data: 04/04/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Progetto di ferrovia tra il capoluogo aquilano e la capitale di Silvano Fiocco (*)

L'AQUILA. Da Silvano Fiocco, ex direttore della Camera di commercio dell'Aquila, riceviamo:
«Sarò un lettore disattento, ma non mi pare che la stampa locale (non tutta, le eccezioni ci sono, ma sarebbe poco elegante citarle qui) sempre molto impegnata a dare spazio ai comunicati stampa, alle dichiarazioni di politici e così via, vale a dire di farsi specchio passivo di quel che succede, sia stata molto accurata nell'informare la cittadinanza in merito ad un'iniziativa che avrebbe per tutti gli aquilani, e non solo, un grande interesse. Si tratta del progetto di un collegamento ferroviario rapido (appena venti o trenta minuti) del capoluogo abruzzese con la capitale. Dopo una prima, generica notizia di vario tempo fa è tornato alla ribalta lo scorso febbraio, quando è stata annunciata sull'argomento una tavola rotonda organizzata dal Rotary Club. Di tale iniziativa, però, tanto per confermare quanto detto sopra, non è seguito nessun resoconto. Pertanto non sappiamo quello che tanti illustri relatori ed interventori hanno detto al riguardo, all'esito della discussione che ha avuto luogo.
Eppure la cosa tocca un vecchio nervo scoperto degli aquilani, i quali dai primi anni della vita unitaria fino alla realizzazione dell'autostrada, hanno sempre sofferto di una tragica sindrome dell'isolamento. A tale sgradevole sensazione aveva dato solo parziale sollievo la realizzazione, verso la fine del secolo, della tratta Terni-L'Aquila-Sulmona, ferrovia incantevole per i bei paesaggi che accompagnano il viaggiatore, e mirabile per le arditezze tecniche e costruttive, ma insufficiente, allora e ancor più oggi, per le esigenze del capoluogo abruzzese. Così come servì a ben poco la linea L'Aquila-Capitignano, speranzoso primo tronco di una L'Aquila-Teramo-Adriatico che ha solo funzionato, ma per un tempo assai breve, per il trasporto passeggeri e mai delle merci (salvo che sotto l'occupazione tedesca, quando fu usata per il trasporto di rifornimenti e di materali bellici.) Ma queste furono le sole opere realizzate di un gran numero di proposte, di studi, di progetti che andavano dalla realizzazione di una ferrovia diretta per Roma passando per Tornimparte, fino ai più modesti collegamenti con Avezzano, da una parte, e con Popoli e Bussi, dall'altra, a mezzo di tranvie.
Il progetto più degno di nota fu quello degli ingegneri aquilani Pesciallo e Vella che prevedeva una ferrovia a trazione elettrica che avrebbe congiunto L'Aquila con Teramo attraverso il Gran Sasso. Il binario, dopo aver collegato Assergi con L'Aquila, doveva risalire in quota il versante sud del massiccio, per penetrarlo, poi, in galleria, fino a Val Maone, e proseguire, quindi, come acqua pende, lungo la vallata, fino al capoluogo pretuzio.
A beneficio dei turisti era prevista una diramazione in direzione del Corno Grande, alle cui pendici sarebbe sorto un albergo-rifugio. Il percorso era di 101 chilometri, 43 in linea d'aria, La durata del viaggio era stimata di 4 ore e 45 minuti.
Il progetto fu inviato a Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, il quale, tramite l'aiutante di campo, espresse il proprio apprezzamento».

Silvano Fiocco (ex direttore Camera di commercio)

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