Sta facendo tremare il papà che teme che non continui gli studi di medicina («Ma si sbaglia!)». Ma tremano di più i sindacati. Prima ha restituito la tessera Cisl. Poi li ha scavalcati. E ora ammette che il sindacato «lo faremo noi». Intanto stamattina sarà lei a guidare il sit-in sugli straordinari all’Atac. E pazienza se le "minacce" neanche tanto velate agli autisti, andassero in porto. «Alle 12.30 aspetterò i colleghi che arrivano alle 15 in Campidoglio» promette Micaela Quintavalle, la bionda pasionaria 33 anni, che ieri ha mollato facebook per rifarsi il colore: «avevo 10 centimetri di ricrescita» scrive la studentessa-lavoratrice al quarto anno di Medicina alla Sapienza, in servizio da quando ne aveva 27 nella rimessa di Tor Pagnotta. Il 28 ottobre scorso ha infiammato i colleghi in un appassionato intervento a un’assemblea allo Scua (la rappresentanza di tutte le sigle sindacali in Atac) nella sede di via Prenestina, dove ha lanciato la proposta della rivolta degli straordinari, raccogliendo applausi dai colleghi proprio davanti a quei rappresentanti sindacali accusati di essere «corruttibili» dall’azienda. E loro, ammette «se potessero mi sgozzerebbero». Un intervento da pasionaria pacata («prima si parlava solo a parolacce e sbattendo le sedie» dice) raccolto in un video da lei postato sul suo profilo Facebook che sta spopolando su internet con oltre 3 mila visualizzazioni su youtube. Maldigerito dai sindacati, che al quarto intervento, «quello che mi è piaciuto di più» le hanno staccato l’audio. «Ma io avevo il registratorino che uso ogni mattina all’università..». Anche per questo Quintavalle si sente vicina a «Braveheart», il film di Mel Gibson. «I colleghi mi chiamano William Wallace, che porta la Scozia all’indipendenza ma senza nobili». Un po’ come lei staccata dai nobili-sindacati. «Anche se poi è costretto a fare allenza con loro come dovremo fare noi domani (oggi, ndr.) al sit-in organizzato in Campidoglio». E chissenefrega se poi William Wallace muore. «L’importante - dice - e che se ne liberino migliaia». Così cattivi in Atac? «Se la gente ha problemi alle fermate - dice - è che su Roma assumono gli amministrativi, stipendi altissimi, ma non si assume personale viaggiante, 110 interinali questa estate visti e andati via, e non danno premi produzione». Eppure «il 35% del servizio è coperto con gli straordinari - dice - ci sono 5mila autisti, ma il rapporto con gli amministrativi è in perdita 1 a 4». Ma finora «se ne parlottava solo ai capolinea». Con lei invece quattro interventi difilato: «Ho frequentato tutte le riunioni della scorsa settimana - racconta -, il primo alla rimessa di Collatina, il secondo a Tor Pagnotta, il terzo a Grottarossa, al quarto mi hanno oscurato la voce».