Se la Smart alla cui guida si trovava una donna non si fosse fermata all'apparire del treno, sebbene avesse già percorso qualche metro, ci sarebbe scappata una tragedia. Ed invece, per fortuna, tutto si è risolto per il meglio. Il meccanismo che regola il funzionamento di una delle barriere del passaggio a livello automatico di via Filetto è andato in tilt nel pomeriggio di ieri. E così, mentre una delle due sbarre si abbassava regolarmente, l'altra rimaneva in posizione verticale, dando virtualmente il via libera alle auto che provenivano da quella parte, anche se gli autisti avevano la possibilità di notare che, sul fronte opposto, la barriera era abbassata.
Il treno Giulianova-Teramo, partito dalla stazione alle 15,50 e che sarebbe dovuto essere in quel punto nel breve volgere di cinque-sei minuti, si faceva attendere. E si è formata una doppia fila di autovetture da una parte e dall'altra della strada. Nessuno sapeva spiegarsi con esattezza cosa stesse accadendo ed alcuni automobilisti infila cominciavano ad infastidirsi per il ritardo. Ad un certo punto- raccontano alcuni testimoni- si è alzata anche la sbarra che era scesa normalmente essendo stata azionata dal treno in arrivo, proprio mentre il convoglio, a passo d'uomo, transitava sul passaggio a livello, ma l'autista di una Smart, accortasi dell'alzarsi dell'altra barriera e credendo che si fosse stato un semplice guasto alle sbarre e che non dovesse transitare nessun treno, ha rimesso in moto ed ha percorso qualche metro quando il treno, sebbene lentamente, è comparso tra i binari, «con manovra a vista», come si dice in gergo ma senza che il capotreno fosse sceso, come pure è d'abitudine se non di regolamento in casi come questo, per precedere il convoglio e avvertire gli automobilisti di cosa stesse avvenendo. Superato il passaggio a livello, il treno riprendeva la sua corsa regolarmente, ma, inevitabilmente , momenti di panico, ci sono stati. La stessa cosa è accaduta quando il treno, che scendeva da Teramo, è venuto a trovarsi nella stessa situazione. Il macchinista, accortosi, infatti, della sbarra alzata anche per il segnale rosso acceso, che vieta di continuare la corsa, suonava ripetutamente per segnalare la sua presenza e transitava ugualmente «con manovra a vista».
Finalmente, nel frattempo, c'era chi informava le Ferrovie di quanto stava accadendo e, quando stava per transitare un altro «Minuetto» proveniente da Teramo, sul posto c'erano gli operai per rimettere a posto l'impianto di funzionamento delle barriere. Ma, anche in questo caso, con una sbarra sempre alzata, il macchinista arrestava il convoglio e dopo tre minuti, con la sorveglianza del perdonale intervenuto, ripartiva lentamente.